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2019, il lavoro ha rallentato

Centri per l?impiego, le preoccupazioni di sindacati e Regioni
Foto: fotografia di Nidil Cgil (account Twitter)
Fulvio Fammoni
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Nei dati dell'Osservatorio precariato Inps il totale dei nuovi rapporti attivati è più basso rispetto al 2018 (-396 mila). Dato positivo per il tempo indeterminato (+73 mila). Mentre calano il tempo determinato e la somministrazione

Nei dati dell’Osservatorio precariato Inps 2019, il totale dei nuovi rapporti di lavoro attivati è più basso rispetto al 2018 (-396 mila); più nello specifico, il dato rimane positivo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+73 mila) che crescono prevalentemente grazie alle trasformazioni (+170 mila) mentre calano il tempo determinato (-280 mila) e la somministrazione.

Si confermano soprattutto le difficoltà nel IV° trimestre 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018. Diverso l’andamento delle cessazioni, che calano come totale annuo complessivo (-182 mila) ma crescono nel tempo indeterminato (+41 mila). Il saldo fra attivazioni e cessazioni nel 2019 (variazione netta) resta positivo, ma in evidente decelerazione rispetto al 2018 (+161 mila nel 2019 contro +374 mila nel 2018).

Per meglio interpretare queste dinamiche, è interessante la verifica trimestrale per dimensione aziendale. Anche i primi tre trimestri sono in calo, ma contenuto rispetto al 2018; nel quarto - invece - la forbice si allarga sostanzialmente. Nelle imprese con oltre 15 dipendenti si evidenzia una maggiore crescita dei contratti a tempo indeterminato, mentre la contrazione dei tempi determinati è sostanzialmente analoga per tutte le dimensioni di impresa.

Significativa è anche la tipologia oraria, nel IV° trimestre 2019 il full time cala di -149 mila rapporti rispetto all’anno precedente, mentre il part time, nelle sue diverse forme, di -63 mila.

Fulvio Fammoni, presidente Fondazione Di Vittorio