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«Rimettere al centro la questione salariale»

«Rimettere al centro la questione salariale»
Foto: Foto di Simona Caleo
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Tania Scacchetti dal palco romano nella seconda giornata di mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Bisogna rinnovare i contratti puntando su salari e diritti dignitosi per tutti. Sul lavoro pubblico: avanzamenti del governo, ma ancora non basta

In piazza perché gli impegni presi non vengano manomessi nell'iter parlamentare della manovra. E perché i tavoli avviati portino a risultati concreti. Così Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil, dal palco di piazza Santi Apostoli a Roma per la seconda delle tre giornate di mobilitazione con cui Cgil, Cisl e Uil ribadiscono le loro richieste in vista dell’approvazione della legge di bilancio.

La manifestazione di oggi (12 dicembre) è dedicata in particolare ai contratti e al lavoro pubblico ed è proprio dai contratti che la sindacalista ha iniziato il suo intervento: “I contratti vanno rinnovati subito, ci sono casi clamorosi, come quello della sanità privata e della Multiservizi: persone che aspettano un rinnovo da 10, 12 anni. È inammissibile, è una presa in giro, una grave mancanza di rispetto per chi lavora”.

I rinnovi, poi, non possono essere al ribasso: “Dobbiamo iniziare nel nostro paese ad affrontare la questione salariale. Il lavoro non può, come è accaduto in questi anni, diventare povero. Ed è inaccettabile che i diritti di chi lavora siano sacrificati sull'altare di una competitività che ha arricchito pochi e indebolito tutti gli altri”. Insomma: serve certo più lavoro, ma che sia lavoro di qualità, “che contrasti la precarietà ed estenda e riconosca i diritti a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro o dalla tipologia dell'impresa”. Proprio per questo per Scacchetti occorre discutere col governo “non solo di come far crescere i salari minimi, ma tutte le retribuzioni”.

Centrale, in questo ragionamento, il tema dei contratti pirata: “Vogliamo mettere le mani in questa jungla – ha attaccato –. Basta con le imprese che oggi scelgono come in un menù alla carta i contratti per loro più vantaggiosi, sottoscritti da organizzazioni non rappresentative, che alleggeriscono i diritti e fanno profitti abbassando tutele e salari dei lavoratori”. Determinando, in questo modo, “concorrenza sleale per le aziende sane e a scapito della competitività di tutto il paese”. Per questo “è necessario avanzare nella misurazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali, ma anche di quelle datoriali. È anche urgente una normativa che definisca il valore erga omnes dei contratti. Non è possibile che esistano 800 contratti di cui oltre i due terzi non firmati da Cgil, Cisl e Uil”.

Scacchetti è poi tornata sui contratti scaduti, richiamando le imprese a fare la loro parte (“i sindacati lo sono”). Per quanto riguarda il lavoro pubblico l’invito è rivolto ovviamente al governo: “Gli stanziamenti per il rinnovo sono un segnale importante, così come è un segnale importante la volontà di dimostrare di voler sbloccare il turn over”, ma, ha scandito la sindacalista, “non sono risposte sufficienti”. “Siamo pronti al confronto – ha sottolineato –, vogliamo con il governo un'intesa ampia, un accordo per condividere anche il grande obiettivo di innovare la pubblica amministrazione per migliorare i servizi ai cittadini”.

Vale per il pubblico quello che vale per il privato: “Bisogna valorizzare le professionalità dei lavoratori, migliorare le condizioni di benessere dentro i luoghi di lavoro e rafforzare la partecipazione delle persone ai processi di cambiamento”.

Infine un invito esplicito al governo a “sostenere fiscalmente il lavoro, a partire da un giusto intervento di riforma fiscale. Va bene il taglio del cuneo, ma si può e deve fare di più”. Ad esempio, “con un intervento sulla detassazione degli aumenti contrattuali, perché non basta in questa stagione sostenere il welfare aziendale, né è sufficiente la contrattazione di secondo livello in un paese in cui moltissimi lavoratori contano ancora solo sul contratto collettivo nazionale di lavoro”.

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