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Accordo innovativo sull'appalto tv

Slc: Rai confermi copertura economica del piano industriale
Foto: Jerry W. Lewis (da flickr)
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Firmata un'intesa dopo l'interruzione di attività di un'azienda di servizi televisivi, la Global Vision Group Italia. Riassorbiti i lavoratori. Arriva il delegato d'impresa nell'unità produttiva sotto i 16 dipendenti. Slc: "Così si ampliano i diritti"

È stato siglato un accordo innovativo a seguito dell’interruzione di attività di una azienda di servizi televisivi , la Global Vision Group Italia (Gvg) che lavorava in appalto per Sky, Mediaset e Rai, rilevata dalla srl Mvideo, costituita su iniziativa di uno dei lavoratori, per ereditare e proseguire alcuni dei contratti di appalto. "Un importante investimento nel patrimonio di competenza professionale e nella determinazione a non mollare dei lavoratori, che sono stati assorbiti e che hanno tenuto duro per tanto tempo nella vicenda di Gvg". Lo rende noto la Slc Cgil, in un comunicato.

Slc nazionale e le segreterie territoriali di Genova, Lucca e Milano, oltre a sostenere le vertenze in atto per i lavoratori licenziati da Gvg, "hanno sottoscritto con la Mvideo un accordo che prevede innanzitutto l’assorbimento con rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con tutte le garanzie del codice civile e con la tutela piena dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori come era prima delle cosiddette 'tutele crescenti' introdotte dal Jobs Act".

Il punto più innovativo e qualificante dell’accordo consiste nell’introduzione del delegato di impresa nell’unità produttiva sotto i 16 dipendenti in un mercato del lavoro, quello degli appalti radiotelevisivi, sempre più caratterizzato dall’esclusione dai diritti sindacali a causa sia della prevalenza di aziende fino a 15 dipendenti, sia del massiccio e crescente ricorso alle collaborazioni con partita Iva per la nuova occupazione.

"Un punto - spiega il sindacato - che va contro corrente rispetto a quanto respinto da Confindustria RadioTv nella piattaforma per l’ultimo rinnovo contrattuale, lasciando con ciò insanata la disuguaglianza tra i giornalisti che possono nominare il fiduciario anche dove non raggiungono i 16 dipendenti per costituire il comitato di redazione e, invece, impiegati tecnici e maestranze che non hanno questo diritto". La Slc, quindi, "ritiene di aver inaugurato un sentiero verso l’ampliamento dei diritti collettivi e verso l’inclusione degli esclusi per tutto il settore degli appalti radiotelevisivi".