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La Spezia, un altro morto sul lavoro

Ccnl edili artigiani, sindacati: aumento salari e bilateralità le priorità
Foto: (fotografia di TiBine, da Pixabay)
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Un operaio croato di 56 anni è deceduto schiacciato da una lastra, grave un collega. Il 16 maggio sciopero. Martini (Cgil): "Il nuovo governo metta al centro la sicurezza". Fiom: porre fine a situazione intollerabile. Il 15 si ferma Carrara

Un operaio è deceduto, un altro è in gravissime condizioni per un incidente avvenuto oggi (14 maggio) in un cantiere navale a La Spezia. Lo riferisce l'Ansa. Dalla prima ricostruzione, l'operaio sarebbe stato schiacciato da una pesante lastra metallica. La vittima è un lavoratore croato di 56 anni.

L'incidente è avvenuto all'interno dei cantieri del gruppo Antonini Spa, al Muggiano della Spezia. Secondo il primo accertamento, l'uomo era dipendente di un'azienda in subappalto, e stava lavorando all'ampliamento di una banchina. Secondo quanto appreso dai carabinieri, la lastra potrebbe essersi sganciata da una gru. Cgil, Cisl e Uil di La Spezia hanno proclamato uno sciopero generale cittadino di 8 ore mercoledì 16, che coinvolgerà tutte le categorie.

Cgil: fermare la strage con iniziative concrete

 “È una strage che va fermata. Il tempo delle denunce deve lasciare il posto ad iniziative concrete da parte di tutti. Abbiamo dedicato il Primo Maggio al tema della sicurezza per sollecitare un sussulto da parte dell'intera società, da parte di chi ha responsabilità di governo delle Istituzioni a tutti i livelli e di chi le ha nella conduzione delle imprese. Ma non è bastato e si continua a morire per evidente mancata applicazione delle norme sulla sicurezza”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Franco Martini, esprimendo vicinanza ai lavoratori coinvolti nell’incidente.

“Chi pensa di formare un nuovo governo deve mettere il lavoro, la sua sicurezza e qualità al primo posto, cosa - sottolinea Martini - al momento del tutto assente dal confronto in atto. Chi è chiamato a svolgere controlli - prosegue - deve farlo concordando con Regioni, Comuni e parti sociali a livello territoriale piani straordinari di intervento sulle priorità sulle quali intervenire”.

E per quanto riguarda le imprese, secondo a suo avviso “non possono inseguire la ripresa semplicemente aumentando carichi e orari di lavoro, rinunciando ad aumentare la produttività attraverso l'unica via possibile, quella dell'innovazione dei processi organizzativi del lavoro". Dopo il Primo Maggio "si impone un ulteriore salto di qualità dell'iniziativa sindacale, in tutto il Paese. Per questo - sostiene in conclusione Martini - nelle prossime ore le Confederazioni sindacali dovranno definire con urgenza nuove iniziative di mobilitazione a sostegno della piattaforma unitaria sulla sicurezza, che coinvolgano sia i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori alla sicurezza, sia le strutture sindacali a livello territoriale e regionale”.

Fiom: porre fine a situazione intollerabile

“È da poco arrivata la notizia dell’ennesima morte sul lavoro. A poche ore dal gravissimo incidente alle Acciaierie Venete di Padova, un’altra tragedia colpisce un operaio in un cantiere navale a La Spezia. Non è responsabilità né dei lavoratori, né dell’imprevedibilità del caso. È l’ulteriore conferma che la precarietà del lavoro e il mancato controllo sul sistema degli appalti e dei subappalti produce queste tragedie continue. Va posta fine a questa situazione intollerabile. Il diritto alla vita è il primo diritto costituzionale”. Questo il primo commento del segretario generale della Fiom, Francesca Re David.

Carrara, il 15 maggio è sciopero di 8 ore

Domani (15 maggio) è sciopero di 8 ore a Massa Carrara, proclamato dai sindacati provinciali, per rilanciare con forza il tema della prevenzione. "La sicurezza sul lavoro, ed in particolare la sicurezza nelle cave, deve continuare ad essere la priorità dell'azione sindacale e deve vedere il massimo impegno di tutti i soggetti coinvolti". Lo dichiarano, in una nota, le segreterie nazionali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, commentando la mobilitazione. "Negli ultimi anni nelle cave del territorio si sono verificati migliaia di incidenti, con decine di vittime. Una vera tragedia sociale alla quale non possiamo permetterci di assistere inermi. Per questo motivo continuiamo a chiedere maggiori controlli nelle cave da parte degli organi preposti, più formazione per i lavoratori e l'esclusione dal mercato delle aziende nelle quali si verificano più infortuni. Si tratta di una battaglia di civiltà che abbiamo il dovere di affrontare e vincere tutti insieme", concludono.

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