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Ricostruzione, le denunce non bastano

La ricostruzione nelle Marche, tra ombre e ritardi
Foto: Foto di © Danilo Balducci/Sintesi
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Le procure aprono inchieste per caporalato, infiltrazioni mafiose e lavoro nero anche su denuncia del sindacato. Ma per la Fillea non basta. Gorla: il governo e il commissario devono accelerare sull'introduzione del Durc e del settimanale di cantiere

Mafia e irregolarità nel cantiere più grande d'Italia: quello che riguarda la costruzione delle cosiddette "casette" nei territori del Centro Italia colpiti dal terribile sisma di sedici mesi fa. Anche a seguito delle denunce di Fillea e Cgil, l'Autorità anticorruzione di Cantone e le Procure di Macerata e Perugia hanno avviato inchieste per ipotesi di reato gravissime, quali caporalato, lavoro nero e appalti assegnati a imprese prive di certificato antimafia.

“Non ci basta denunciare, come abbiamo fatto nei mesi scorsi e come continueremo a fare ogni volta che troveremo situazioni di irregolarità e illegalità, noi vogliamo che si ponga fine una volta per tutte alle infiltrazioni di imprese furbette e criminali nel sistema degli appalti per la ricostruzione post terremoto. Per questo occorre che governo e Commissario straordinario per la ricostruzione accelerino su alcune decisioni ancora ferme”: così Graziano Gorla, segretario nazionale della Fillea Cgil, a proposito dello scandalo delle Sae, le “casette” costruite nei paesi colpiti dal sisma dove, su denuncia della Fillea e della Cgil, è stata avviata un' inchiesta per caporalato, lavoro nero e appalti assegnati ad imprese

“Siamo in presenza del cantiere pubblico più grande d’Italia, è impensabile che si possano lasciare aperti varchi alle infiltrazioni e al malaffare – prosegue Gorla  – quei varchi vanno chiusi al più presto, con l’introduzione di poche semplici regole, che sono da tempo sul tavolo del Commissario straordinario alla ricostruzione e del governo: introduzione del Documento unico di regolarità contributiva per congruità e settimanale di cantiere. Al riguardo il positivo confronto in atto sul Durc di congruità deve concludersi nei prossimi giorni senza fare sconti a chi pensa a un sistema di regole meno efficace di quanto già previsto dalla Regione Umbria".

Per quanto riguarda il settimanale di cantiere “pur rendendoci conto delle difficoltà del momento, invitiamo il governo a emettere senza più ritardi le terze linee guida antimafia contenenti la norma. Norma che consentirebbe alle Casse edili territoriali di conoscere ogni venerdì il numero dei lavoratori impegnati la settimana successiva in ogni singolo cantiere, rafforzando in tal modo i controlli preventivi antimafia, quelli sulla regolarità contributiva, sul rispetto dei contratti e delle norme per la sicurezza. Solo così sarà possibile coniugare la necessità di una ricostruzione rapida con la qualità delle opere, delle imprese, del lavoro”, conclude il segretario Fillea.