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«Gran ghetto»: ancora un incendio

«Gran ghetto»: ancora un incendio
Foto: Castel Volturno (Massimiliano Cerreto/Sintesi)
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L'evento ha coinvolto alcune baracche tra Foggia e San Severo. Gesmundo (Cgil): “Siamo certi che non servano altri morti o una strage perché le istituzioni tutte si facciano definitivamente carico dell'emergenza. Non semplici sgomberi, ma accoglienza"

Questa notte un ennesimo incidente – di natura accidentale – ha coinvolto alcune baracche del “gran ghetto” situato nella campagna tra Foggia e San Severo. “Siamo certi che non servano altri morti o una strage perché le istituzioni tutte si facciano definitivamente carico dell’emergenza ‘ghetti’ in provincia di Foggia e lavorino a una soluzione fattibile, concreta e quanto mai veloce per garantire un’accoglienza dignitosa a lavoratori oramai stanziali”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo.

“Abbiamo sottoscritto protocolli ministeriali, partecipato a più e più riunioni in tutte le sedi istituzionali, ascoltato tante troppe parole ma i ghetti continuano a restare lì, anzi nel tempo si sono moltiplicati, con tutto il loro carico di insalubrità e pericolosità, oltre che essere il luogo dove avviene il reclutamento di operai agricoli da parte di caporali”, aggiunge Gesmundo.

Proprio per questo la Cgil sta lavorando a un’iniziativa di carattere nazionale che si terrà a Foggia  proprio sul tema dell’accoglienza dei lavoratori stranieri. "A fronte di proclami altisonanti e di troppe connivenze e silenzi chiediamo che dalla Prefettura alla Regione si intervenga non semplicemente per sgomberare i ghetti, come qualcuno reclama, ma per assicurare ospitalità e sicurezza alle centinaia di uomini e donne che lì sono costretti a vivere”, conclude il sindacalista.