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Manutencoop, Filcams Civitavecchia: proclamato stato d'agitazione

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I sindacati: "L'azienda prima dichiara esuberi, poi invia lavoratori in supporto all'ospedale locale. Richiediamo l'immediato intervento della Asl"

I segretari di Filcams, Fisascat e Uiltrasporti, Feuli, Corda e Gallo, lanciano l'allarme dopo la chiusura dell’incontro con Manutencoop, l'azienda che gestisce gli appalti di pulizia e ausiliariato degli ospedali della Asl Roma F, finito con un secco no alla proroga della banca, perché l’azienda ha portato lavoratori di altri cantieri in supporto al servizio ospedaliero a Civitavecchia.

“Ci sembra  assurdo, incomprensibile e totalmente in malafede il comportamento aziendale – affermano i tre dirigenti sindacali –. L’azienda dichiara otto unità in esubero, ma ci risulta che inserisce lavoratori presso l’ospedale di Civitavecchia in supporto al servizio di pulizia. Perché non ha richiesto l’aiuto dei lavoratori presenti se ha dichiarato esuberi? Siamo in stato d'agitazione, ma ciò significa che i lavoratori possono astenersi ad espletare orari supplementari, non che non sia possibile effettuare temporaneamente altro servizio in caso di necessità! Tale comportamento rafforza ancor di più la nostra convinzione che, dalla spending review ad oggi, le cose sono cambiate all’interno dell’ospedale, ma i lavoratori non ne stanno affatto beneficiando”.

"Cogliamo positivamente l’imminente incontro con il direttore generale delle Asl Quintavalle, ma ribadiamo che per noi l’unica soluzione possibile sarà quella dove i lavoratori tornino al loro parametro di assunzione e si elimini la banca delle ore, poi sul resto ne possiamo tranquillamente discutere. Però, qualcuno dovrà spiegarci perché con personale in esubero vengono inviate persone in supporto del servizio. Se sarà necessario, dallo stato d'agitazione proseguiremo con il blocco del servizio. Poi si vedrà chi effettivamente ha ragione sull'organizzazione del lavoro: ribadiamo che i lavoratori non sono macchine nè tantomeno 'numeri' o 'puntini', ma persone con la loro dignità che vogliono lavorare in maniera tranquilla e giusta", concludono i sindacati.