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Ata Hotels, confermati i 121 licenziamenti

Atahotels, vertenza ancora in alto mare
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Nello stesso modo si era conclusa lunedì scorso la procedura Arte Cleaning, con il licenziamento di altri 100 lavoratori operanti in appalto presso gli alberghi

Sì è conclusa con un mancato accordo la procedura di licenziamento collettivo avviata da Ata Hotels e relativa al personale delle strutture di proprietà di Enpam/Antirion. Sono 121 i lavoratori che saranno licenziati e tante strutture rimarranno chiuse. Nello stesso modo si era conclusa lunedì scorso la procedura Arte Cleaning, con il licenziamento di altri 100 lavoratori operanti in appalto presso gli alberghi. “I licenziamenti sono oggi realtà, nonostante i tentativi delle organizzazioni sindacali e del ministero del Lavoro di prolungare i tempi della procedura per individuare soluzioni alternative” afferma la Filcams Cgil nazionale, aggiungendo che “le iniziative promosse dal gruppo Unipol per evitare i licenziamenti coatti sono state risibili: pochissime proposte di ricollocazione e poche migliaia di euro per coloro che avessero espresso la volontà di non opporsi al licenziamento”. Condizioni che la Filcams Cgil, insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs, ha ritenuto offensive, e quindi non utili al raggiungimento di un accordo.

Speranze di rioccupazione concrete vengono da Th Hotels, che subentra nella gestione del Planibel di Aosta e che ha avviato con Ata Hotels una procedura per la cessione di ramo di azienda. Anche i lavoratori del Tanka Village dovrebbero tornare a operare nella struttura, in quanto Valtur si è impegnata a riassorbirli: a oggi però nessuna accordo è stato sottoscritto. Restano ancora senza prospettive le altre strutture alberghiere: Class, Executive, De Angelis e Villa Pamphili. “Continueremo il nostro impegno per cercare soluzioni, in quanto non crediamo che le strutture rimarranno chiuse” riprende la Filcams Cgil.

Il 18 maggio scorso i sindacati hanno inviato una nuova comunicazione al fondo Antirion, in occasione del rinnovo dei suoi vertici, per ricordare gli impegni presi da Enpam sulla necessità di tenere in considerazione il tema occupazionale nell'affidamento delle strutture a nuovi gestori. “L'interesse a riaprire le strutture e a recuperare i lavoratori deve essere portato avanti anche dalle istituzioni, sia nazionali che locali, che fino adesso hanno svolto un ruolo troppo marginale” conclude la Filcams Cgil, “per adesso resta grande rabbia e amarezza per l'esito della trattativa sino ad ora, dove nessuno dei soggetti ha dimostrato responsabilità nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori”.