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Candy «crash», 300 posti a rischio

Candy di Brugherio, per i sindacati piano industriale insufficiente
Foto: (fotografia di http://www.fiomcgilbrianza.it)
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Nessuna novità dall'incontro a Roma tra azienda, sindacati e istituzioni: la proprietà conferma il piano industriale di esuberi e investimenti per 20 milioni di euro. Fiom Monza: "Il progetto è insufficiente a garantire una prospettiva di lungo periodo"

Nessuna novità positiva per i lavoratori della Candy Hoover di Brugherio (Monza), su cui pende la minaccia di 300 esuberi, più della metà dell’attuale personale. Neanche l’incontro di martedì 12 a Roma, al ministero dello Sviluppo economico (cui erano presenti impresa, sindacati, Regione Lombardia e Comune di Brugherio), è servito a smuovere la direzione aziendale dalle proprie intenzioni. La società ha infatti confermato le linee del piano di sostenibilità presentato a febbraio: investimenti per circa 20 milioni di euro per riorganizzare le linee di produzione, stabilizzazione dei volumi produttivi intorno ai 300 mila pezzi all’anno, taglio di 300 posti di lavoro (sugli attuali 550).

“Il piano di sostenibilità è decisamente insufficiente a garantire una prospettiva di lungo periodo” spiega la Fiom Cgil Monza e Brianza. La categoria apprezza “l’impegno sugli investimenti da parte dell’azienda e la disponibilità del ministero e della Regione a valutare ulteriori risorse pubbliche da destinare a progetti di innovazione”, ma questo non dissipa certo le preoccupazioni.  “Il piano di sostenibilità – continua la nota – dimezzerebbe l’occupazione dentro una prospettiva di ridimensionamento e semplificazione della produzione a Brugherio che, negli impegni originari, veniva indicata in 450 mila pezzi all’anno”. La Fiom, dunque, chiede a Candy di “rivedere le scelte contenute nel piano di sostenibilità e tradurlo in un piano industriale che ricollochi lo stabilimento di Brugherio dentro le priorità del gruppo, investendo nell’innovazione ma garantendo un diverso equilibrio sui volumi prodotti, in particolare nell’alto di gamma”.

Gli esuberi scatteranno nel 2018, alla scadenza dei contratti di solidarietà attualmente vigenti che li hanno congelati, ma è ora che si decidono le sorti dello storico stabilimento brianzolo. Nei prossimi giorni il confronto proseguirà a livello locale, mentre con il ministero dello Sviluppo economico e la Regione Lombardia si preciseranno “le modalità e gli strumenti per il sostegno pubblico all'innovazione”, che le due istituzioni hanno promesso e confermato più volte. A metà maggio, infine, si terrà un nuovo incontro al ministero per verificare lo stato di avanzamento del confronto.