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L'appello

Ape social, un comma salva la vita

C.R.
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La Fillea ai parlamentari: per gli edili serve portare da 36 a 30 gli anni necessari. Genovesi: “I lavori non sono tutti uguali, quello edile è faticoso e discontinuo. Dobbiamo far scendere i nonni dalle impalcature"

Portare da 36 a 30 gli anni necessari per accedere, con 63 anni di età, all’ape Social per gli operai edili. La richiesta è contenuta nella lettera-appello inviata nelle scorse settimane a tutti i parlamentari italiani dalla Fillea Cgil..

In base ai lavori della Commissione del ministero del Lavoro, i lavoratori dell’edilizia, gi edili sono risultati i più esposti ad usura, a malattie professionali, ad incidenti sul lavoro, compresi, purtroppo, quelli gravi e mortali. I dati dell’Inail parlano chiaro: il 3 0% degli infortuni nei cantieri coinvolge lavoratori over 50, il 13% coinvolge lavoratori over 55. Il 70% delle malattie professionali colpisce lavoratori tra i 50 e i 64 anni, l’11% gli over 65, e un incidente mortale su quattro riguarda gli over 55.

A questo, scrive la Fillea, si aggiunge il fatto che il lavoro edile inizia e termina con lo specifico cantiere: "È strutturalmente discontinuo, sottoposto agli eventi stagionali, diverse volte anche con periodi di lavoro non totalmente regolari e che quindi i 36 anni di contributi come requisito siano praticamente un 'muro insormontabile'. La lettera riporta poi due dati: "Mediamente un’edile a 63 anni ha una carriera previdenziale media che oscilla tra i 26 e i 30 anni di contributi e tra il 2017 ed oggi solo 1.296 lavoratori edili hanno potuto accedere all’Ape social, così come attualmente prevista."

"È pacifico che i lavori non sono tutti uguali, così come la loro gravosità e pericolosità -dice il segretario degli edili Cgil Alessandro Genovesi, ma è evidente che serve riconoscere in termini strutturali tali differenze e tutelare i soggetti più deboli. Pur facendo i lavori più faticosi, infatti, non possono certo essere condannati a stare sulle impalcature o in galleria fino ai 65 o 67 anni di età. È giunto il momento di far scendere i nonni dalle impalcature, fare un atto di giustizia e favorire indirettamente anche un ricambio generazionale che è e sarà sempre più anche un ricambio professionale, con giovani più preparati sulle nuove tecniche costruttive, i nuovi materiali, l’efficienza energetica come richiesto anche da una domanda sempre più attenta alla sostenibilità e alla qualità”.

“Per tutte queste ragioni - conclude il segretario Fillea - chiediamo a tutte e tutti i parlamentari di intervenire in fase di approvazione della Legge di Bilancio. La  'super Ape social', così come noi chiamiamo la richiesta di portare per gli edili da 36 anni a 30 il requisito per accedervi, non solo rappresenta un atto di giustizia, ma rappresenta anche un pezzo della strategia più generale del sindacato confederale per far riconoscere che i lavori non sono tutti uguali e che quindi servono strumenti di flessibilità e di riequilibrio rispetto alla rigidità della riforma Fornero".

Stanno intanto arrivando le prime risposte da parte die parlamentari. Per leggerle cliccare qui.