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Previdenza

Pensioni, i primi sì del governo

Foto: Franco (da Flickr)
Paolo Andruccioli
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Nell'incontro di ieri in videoconferenza il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato la volontà del governo di inserire le misure urgenti proposte dai sindacati nella prossima Legge di Bilancio. Si parla di proroga dell'Ape sociale, di opzione donna e allargamento dell'area dei lavoratori fragili e precoci. Disponibilità anche ad affrontare il tema della rivalutazione delle pensioni e della non autosufficienza

Proroga dell’Ape sociale, di opzione donna, allargamento dell’area dei lavori fragili e precoci per le uscite anticipate, misure speciali per affrontare le crisi industriali determinate dalla pandemia con nuove forme di accompagnamento alla pensione per i lavoratori più anziani e nuovi ingressi di giovani. E infine disponibilità del governo a discutere la rivalutazione delle pensioni in essere e a fare passi avanti sulla legge per la non autosufficienza. Sono questi i punti principali su cui si discute in vista della legge di Bilancio. Ieri il primo incontro da cui si è usciti con una precisa road map. “Sono emerse alcune prime importanti disponibilità del governo a cui ora occorre dare concretezza”, ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli al termine dell’incontro con la ministra del Lavoro sulla previdenza. “Consideriamo queste disponibilità come un punto di partenza – spiega il segretario confederale – e abbiamo sottolineato la necessità di avere su ogni argomento risposte più precise, e abbiamo posto altri temi per noi fondamentali in questa fase, come l’estensione delle mansioni considerate gravose, la modifica dell’isopensione per renderla accessibile ai lavoratori di tutte le imprese, e la rivalutazione del reddito dei pensionati”. Della riforma vera e propria (superamento della legge Fornero dal 2022) si comincerà a discutere nel prossimo incontro del 25 settembre. Circolano già anticipazioni giornalistiche su quota 102 o uscite con 41 di contributi, ma per ora sono appunto solo anticipazioni. Vediamo invece più da vicino le misure urgenti su cui si discute.

Cantiere pensioni
Il confronto si è riaperto ieri pomeriggio con un incontro in videoconferenza tra il governo, rappresentato dalla ministra del lavoro, Nunzia Catalfo e dagli staff tecnici del Lavoro e dell’Economia e i sindacati confederali e dei pensionati. Per la Cgil erano presenti Roberto Ghiselli, segretario confederale (che è intervenuto più volte durante la videoconferenza), Ezio Cigna responsabile previdenza pubblica, Salvatore Casabona responsabile della previdenza complementare e Raffaele Atti segretario dello Spi nazionale. La trattativa sulle pensioni non è formale e ieri il governo ha confermato la volontà di inserire nella manovra per il 2021 le misure previdenziali più urgenti e di aprire (dal prossimo incontro del 25 settembre) la discussione sulla riforma complessiva del sistema che porterà nel 2022 al superamento della legge Fornero. Nel far questol'esecutivo guarda con favore alle proposte avanzate da Cgil, Cisl, Uil e conferma l’avvio di commissioni tecniche per mettere a punto le soluzioni. Si partirà con le commissioni di studio sui lavori gravosi e sulla separazione tra assistenza e previdenza.  Oltre alle commissioni già decise il governo è disponibile a organizzare i quattro incontri tematici di approfondimento tecnico proposti ieri dal segretario confederale Roberto Ghiselli: il primo su Ape sociale, precoci, esodati e Opzione donna, il secondo su contratti di espansione e isopensione, il terzo sulla previdenza complementare e il quarto sulla rivalutazione delle pensioni in essere.

Gli impegni di Catalfo
La ministra del Lavoro ha comunicato la disponibilità del governo a prorogare opzione donna e Ape sociale, con un ampliamento della casistica dei disoccupati, che ad oggi esclude ancora molti lavoratori (come ad esempio i lavoratori che non sono percettori di Naspi), la possibilità di accedere all’ape sociale e precoci anche per quei lavoratori “fragili” maggiormente esposti all’emergenza sanitaria, la soluzione definitiva al problema dei part time verticale, con il riconoscimento della contribuzione piena e un intervento risolutivo riguardo il  fondo esattoriali.

Sotto i mille dipendenti
Una delle richieste dei sindacati confederali riguardava la necessità di far fronte alle crisi industriali dovute alla pandemia con strumenti che possano favorire l’uscita dei lavoratori più anziani. Anche per quanto riguarda gli strumenti di flessibilità da introdurre per l’accompagnamento delle persone dal lavoro alla pensione, in particolare per favorire il turnover generazionale, Catalfo ha confermato la disponibilità del governo a utilizzare il contratto  di espansione abbassano l’attuale soglia di accesso legata alle aziende con più mille dipendenti.

La rivalutazione delle pensioni
Il ministero del Lavoro ha inoltre preso un impegno a confrontarsi con il Mef per quanto concerne le pensioni in essere, viste le richieste dei sindacati confederali e dei pensionati in merito alla rivalutazione e all’ampliamento della quattordicesima, mentre, sul tema della non autosufficienza ha comunicato che è già stato convocato l’apposito tavolo, di concerto con il ministero della salute. E anche sul tema della previdenza complementare c’è un impegno ad avviare un approfondimento con il Mef in particolare per valutare l’ipotesi di riaprire un semestre di silenzio-assenso. Rispondendo ad una sollecitazione del sindacato, la ministra Catalfo ha comunicato che si sta esaminando in sede tecnica il problema della rivalutazione del montante contributivo visto il Pil negativo, per non compromettere i rendimenti futuri delle pensioni.

Esodati
Per quanto concerne gli esodati la ministra ha comunicato che l’Inps ha effettuato un approfondimento relativo alla platea, ma non si è impegnata a dare risposte concrete se non la disponibilità a proseguire il confronto. Su questo i sindacati hanno confermato la richiesta di riaprire i termini dell’ottava salvaguardia.