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“Sono stati fatti sicuramente passi nella vertenza Electrolux al termine dei tre tavoli tecnici che si sono svolti. Ora è necessario chiarire i vincoli a garanzia del perimetro industriale e occupazionale”. Così Michele De Palma (segretario generale Fiom Cgil) e Barbara Tibaldi (segretaria nazionale Fiom Cgil), commentando il tavolo con la multinazionale svede degli elettrodomestici che si è tenuto oggi (martedì 21 luglio) a Roma, presso la sede del ministero delle Imprese.
“L’azienda si è detta disponibile a impegnarsi per una risoluzione positiva della vertenza”, spiegano di due dirigenti sindacali: “Il punto è che Electrolux deve confermare che il nuovo piano non prevederà i 1.700 esuberi, né la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi (Ancona)”.
Per De Palma e Tibaldi per la risoluzione della vertenza “sono necessari strumenti straordinari che il governo deve mettere in campo, strumenti che devono andare nella direzione di favorire il mantenimento in Italia della capacità produttiva e occupazionale in un settore strategico come l’elettrodomestico”.
I due esponenti Fiom sottolineano anche l’urgenza di “ammortizzatori sociali per affrontare la transizione, che devono essere accompagnati da strumenti come la riduzione dell'orario di lavoro e i contratti di sviluppo”.
De Palma e Tibaldi così concludono: “Il nuovo piano di Electrolux deve prevedere innovazione di prodotti, mantenimento di volumi e dell’occupazione, salvaguardia di tutti gli stabilimenti, a partire da Cerreto d’Esi, e garantire la ricerca e sviluppo e l’occupazione per poter affrontare la transizione”.























