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Tornano i “Click days” della Cgil. Si riapre la raccolta firme online il 16, 17 e 18 settembre, dopo i giorni precedenti (9-11 settembre), dedicati alla mobilitazione per le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dall’organizzazione sulla sanità e sugli appalti. Siamo al rush finale: chi non l’ha ancora fatto ha l’occasione di porre la propria firma per cambiare le cose, ovvero rafforza il diritto alla salute pubblica e ottenere un lavoro dignitoso e sicuro nel settore degli appalti.
Basta sfruttamento negli appalti
In Italia l’appalto si è tramutato in molti casi in una vera e propria condizione di “sfruttamento permanente”. Per questo la Cgil ha deciso di presentare una proposta di legge d’iniziativa popolare che punta a migliorare diritti e tutele, rendendo tutti i lavoratori e le lavoratrici, dipendenti o autonomi, più forti e in grado di difendere meglio il proprio salario, la propria professionalità, la propria creatività. Investendo così su più stabilità occupazionale, più qualità e più innovazione a vantaggio di imprese moderne ed efficienti.
Una sanità davvero universale
Il sindacato di Corso d’Italia ha presentato inoltre una proposta di legge d’iniziativa popolare sul diritto alla salute. Si tratta di un dispositivo in 17 articoli che mira a rafforzare il Ssn, valorizzando il lavoro di chi vi opera. Governo pubblico, programmazione e partecipazione, universalità, uguaglianza ed equità: queste alcune delle parole d’ordine che informano la proposta.
La tre giorni mobilita l’organizzazione dei lavoratori: strutture territoriali e di categoria, delegate e delegati, iscritte e iscritti, attiviste e attivisti. Previste iniziative sul lavoro, banchetti, sedi e appuntamenti territoriali, perché il percorso per le due proposte di legge passa attraverso entrambe le modalità di partecipazione. E naturalmente si può firmare online.
Genovesi: firma fondamentale per cambiare il lavoro in appalto
“Sono gli ultimi giorni utili per sottoscrivere la proposta di legge sugli appalti promossa dalla Cgil”. Così esordisce Alessandro Genovesi, responsabile Appalti della Cgil nazionale. “Presso la più vicina sede sindacale o chiedendo al tuo delegato/a in azienda si può firmare fisicamente. Con 10 secondi e lo SPID, direttamente online. “È una firma importante – spiega – , per affermare in una legge un principio fondamentale: se chi lavora in appalto fa lo stesso lavoro di un dipendente diretto deve avere le stesse tutele e salario”.
Se è un lavoratore autonomo, quindi, deve avere un compenso minimo che riconosca professionalità e qualità. “In ogni caso il committente deve essere sempre responsabile della salute e sicurezza, delle tutele e di quello che avviene lungo la filiera – prosegue il sindacalista -. È una proposta di legge che oggi punta a impedire a questo governo peggioramenti ulteriori delle condizioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici in appalto, e che domani deve essere tra i primi punti del prossimo governo”.
Una proposta, inoltre, “per migliorare salari e diritti a oltre 3 milioni di edili, donne e uomini che lavorano nei servizi, ristorazione o pulizie, o che lavorano nella logistica, nelle fabbriche, nei settori del socio sanitario, ecc. Chiediamo un firma per portare avanti insieme una battaglia collettiva: nella grande come nella piccola azienda, in tutti i settori, pubblici e privati. Perché “i diritti non si appaltano”.
Barbaresi: un legge per rafforzare il servizio sanitario nazionale
“Firmiamo tutte e tutti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il servizio sanitario nazionale e rendere effettivo il diritto alla salute”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgl, Daniela Barbaresi, aggiungendo: “Non vogliamo rassegnarci al declino del Ssn e alla privatizzazione della salute e della sanità”.
Per questo “occorre garantire al servizio sanitario risorse adeguate con un livello di finanziamento non inferiore al 7,5% del Pil, destinando le maggiori risorse al potenziamento delle strutture pubbliche. Da troppo tempo il personale del servizio sanitario nazionale è insufficiente, sottopagato e stremato: è necessario un grande piano di assunzioni e valorizzazione economica e professionale superando i tetti alla spesa per il personale. Occorre dare risposte alle politiche per le persone anziane e non autosufficienti potenziando i percorsi assistenziali, a partire dall’assistenza domiciliare”.
“Va garantito – prosegue – il rispetto dei tempi di attesa attraverso il necessario investimento nel servizio, con più risorse e personale, una solida assistenza territoriale, con una forte integrazione tra servizi sanitari e sociali. Vogliamo investire nella prevenzione, nei consultori familiari, nella salute mentale, nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non c’è più tempo da perdere: tutti insieme dobbiamo fare la nostra parte per una proposta di legge per una mobilitazione popolare a tutela del fondamentale diritto alla salute”, conclude Barbaresi.























