Rimangono senza risposte le domande sul futuro di Eurallumina, lo stabilimento di Portoscuso, nel Sulcis, al centro da anni di una complessa vertenza industriale. Al termine dell’incontro di ieri, martedì 15 settembre, al ministero delle Imprese e del made in Italy, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alla Rsu, hanno espresso un giudizio negativo sull’esito del confronto.

Sul tavolo restano soprattutto tre questioni: le risorse necessarie alla gestione ordinaria dell’impianto, il congelamento delle azioni della società e le conseguenze della situazione sui lavoratori. Secondo i sindacati, i ritardi nella disponibilità delle risorse stanno creando difficoltà sia per le attività necessarie alla tutela ambientale sia per la normale amministrazione dello stabilimento.

Risorse e azioni congelate

La questione finanziaria continua quindi a essere uno dei principali ostacoli della vertenza. Le organizzazioni sindacali segnalano infatti ritardi nell’erogazione dei fondi già indicati come necessari per garantire la continuità dell’impianto e affrontare le attività ordinarie.

A questo si aggiunge il nodo del congelamento delle azioni di Eurallumina, sul quale l’incontro al Mimit non ha prodotto, secondo la nota congiunta, una soluzione. Rimane così aperta anche la questione dei rapporti con Rusal, mentre il futuro dell’impianto continua a essere legato alla possibilità di individuare un quadro finanziario e societario che ne consenta la continuità.

Il ministero ha comunicato di avere avviato un approfondimento sul piano giuridico e legislativo per verificare le condizioni di una possibile amministrazione controllata, con la nomina di un commissario.

L’ipotesi del commissario e la tutela dei lavoratori

Per i sindacati, però, l’eventuale ricorso a uno strumento di questo tipo non può essere considerato una soluzione in sé. Qualunque percorso dovrà prevedere garanzie concrete per le lavoratrici e i lavoratori di Eurallumina e non limitarsi alla gestione degli ammortizzatori sociali.

Il problema occupazionale è già accompagnato da una riduzione del reddito. Secondo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil gli effetti si riflettono anche sull’economia del territorio attraverso il mancato afflusso di risorse dirette e indirette.

Per questo le organizzazioni sindacali chiedono che il confronto non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma affronti contemporaneamente la continuità dell’impianto, le risorse finanziarie necessarie e la tutela occupazionale.