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Cinque giorni nelle campagne per contrastare i fenomeni del caporalato e dello sfruttamento nell’ambito agricolo e vitivinicolo e fare emergere le reali condizioni dei lavoratori. Sono le brigate del lavoro, iniziativa promossa dalla Flai Cgil nazionale, che dal 14 al 18 settembre fanno tappa nelle province di Torino e Cuneo con il progetto Diritti in campo, l’azione permanente di sindacato di strada.
Il sindacato incontra i braccianti impiegati nella raccolta di frutta e verdura su territori che sono stati segnati negli ultimi anni da casi di sfruttamento, lavoro nero e caporalato, per fornire loro acqua e dispositivi di protezione individuali, offrire un supporto alla tutela della salute e sicurezza durante le attività nei campi.
Non più invisibili
“Ascoltiamo, informiamo, facciamo emergere - si legge nella nota della Flai Cgil Piemonte -. Situazioni di sfruttamento, di irregolarità, di caporalato: fenomeni che nel comparto agricolo resistono anche dove il lavoro non manca”. I sindacalisti girano le campagne dove il lavoro c’è ma spesso è invisibile, un’invisibilità che non è assenza, ma silenzio: quello di chi non conosce i propri diritti o teme di rivendicarli.
Lavoro irregolare
Stando all’elaborazione dell’Osservatorio Placido Rizzotto di dati Inps, Torino conta oltre 6 mila occupati, di cui circa il 25 per cento non comunitari. La quota femminile è pari al 25,7 per cento. A Cuneo gli occupati sono circa 22 mila, di cui il 55 per cento non comunitari, mentre la quota femminile è pari al 24,6. Tutto il Piemonte conta 45 mila occupati: il 42,6 per cento non sono comunitari, la quota femminile è pari al 24,5. Nel Nord Ovest gli occupati sono oltre 118 mila, il 39,2 non comunitari, il 21 circa donne.
Le stime del lavoro irregolare in queste due province confermano che i casi di sfruttamento raccontati anche dalle cronache non sono un’eccezione. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio su dati Istat, a Torino il tasso di irregolarità del lavoratore dipendente in agricoltura è pari al 36-38 per cento, a Cuneo il 18-20, a fronte di una media italiana che è al 31,5 per cento. Tassi ben più alti di Ferrara, Ravenna e Mantova e inferiori a quelli di Napoli, Caserta e Cosenza.
Lavoro agricolo di qualità
La brigate del lavoro in Piemonte si concludono con un convegno in programma venerdì 18 settembre alle 9.30 alla Camera del lavoro di Torino. Un appuntamento pensato per approfondire, attraverso il contributo di rappresentanti delle istituzioni, della politica, del sindacato e della società civile il fenomeno dello sfruttamento nel settore, ragionando sulle strategie da mettere in campo per contrastarlo.
L'obiettivo è condividere con le istituzioni e i politici l'esperienza della settimana, sollecitando un impegno formale per definire soluzioni concrete. Il primo passo, fondamentale, è la costituzione della cabina di regia territoriale del lavoro agricolo di qualità.






















