PHOTO
Ci sono 650 lavoratori dipendenti salentini del gruppo Mps alla finestra che guardano con preoccupazione al risiko bancario in atto che interessa la banca senese: è il sentimento registrato dalla Fisac Lecce, il sindacato della Cgil che tutela gli interessi dei bancari, in una recente assemblea.
“Esprimiamo forte preoccupazione per un'operazione di mercato che sembra non tenere nella dovuta considerazione la tutela dell'occupazione, delle professionalità e del presidio territoriale”, dicono il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, e il segretario generale della Fisac Lecce, Maurizio Miggiano. Il territorio di Lecce è fortemente legato al Gruppo Mps dopo l’acquisizione della Banca 121, ex Banca del Salento, nel 2002. In provincia insistono 21 filiali che occupano circa 240 lavoratrici e lavoratori (di cui circa 70 nelle funzioni commerciali), uffici della Direzione generale (circa 370 persone) e di Widiba, la banca digitale in cui sono impiegate altre 50 risorse e centinaia di promotori finanziari.
“Ribadiamo il nostro no a qualsiasi ipotesi di "spezzatino" del gruppo”, dicono i due sindacalisti. “Mps è stata risanata grazie alle risorse pubbliche e ai numerosi sacrifici sostenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori, che hanno contribuito in modo determinante al rilancio della banca. Secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni, le 635 filiali destinate a essere cedute a Intesa Sanpaolo potrebbero incontrare significativi ostacoli sul fronte delle autorizzazioni Antitrust. Si tratta di un elemento che richiede la massima attenzione e trasparenza”.
Anche il progetto che vedrebbe coinvolta Bper non appare caratterizzato da una chiara prospettiva industriale di sviluppo. Si configurerebbe infatti come un modello prevalentemente orientato al retail e alle assicurazioni, con circa 2.600 filiali e oltre 32.000 dipendenti, senza una strategia adeguata per il rafforzamento delle attività a maggior valore aggiunto, come il wealth management.
“In un contesto di rapida evoluzione tecnologica e di crescente impatto dell'intelligenza artificiale sul settore bancario, questa mancanza di visione rappresenta un elemento di forte criticità”, secondo Moscara e Miggiano.
“Destano inoltre preoccupazione le prospettive riguardanti il polo della direzione generale, il Media center, Widiba e tutte le altre attività sulle quali avevamo già espresso le nostre riserve e denunciato le criticità nel corso dell'ultimo incontro semestrale. Per queste ragioni chiediamo all'azienda e alle istituzioni coinvolte di garantire un confronto trasparente e concreto, mettendo al centro la salvaguardia dell'occupazione, delle competenze professionali e del ruolo che il Gruppo svolge nei territori”.
























