Il futuro di Abc Napoli al centro del confronto tra sindacati e amministrazione comunale. Cgil e Filctem chiedono l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con il Comune per discutere della trasformazione della società che gestisce il servizio idrico cittadino, delle possibili ricadute sui lavoratori e delle prospettive industriali dell’azienda. Una richiesta avanzata nei giorni scorsi insieme a Cisl e Uil che, secondo le organizzazioni sindacali, non ha ancora ricevuto alcuna risposta da Palazzo San Giacomo.

A rendere più teso il clima contribuisce anche la vertenza sul cambio d’appalto del call center di Abc. La Cgil contesta il nuovo bando sostenendo che non garantirebbe la clausola sociale prevista dal contratto nazionale delle telecomunicazioni e che non rispetterebbe gli impegni contenuti nel protocollo su sicurezza e legalità sottoscritto nel settembre 2024 con le organizzazioni sindacali.

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Un’azienda considerata strategica per Napoli

Per Cgil e Filctem, Abc rappresenta una delle realtà industriali più importanti del territorio. I sindacati descrivono la società come un’azienda economicamente solida, capace di produrre utili e di mantenere livelli di dispersione idrica tra i più bassi del Paese. Un risultato che attribuiscono in larga parte alle competenze e alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento del servizio.

Accanto ai risultati positivi, però, vengono evidenziate criticità che si trascinano da anni. Secondo le organizzazioni sindacali, parte degli investimenti programmati, compresi quelli legati al Pnrr, non sarebbe stata completata. A questo si aggiungono un turn over ritenuto insufficiente, una lunga gestione commissariale e l’assenza di strumenti che consentano ai dipendenti di partecipare realmente alle scelte aziendali.

I timori sul ruolo pubblico del servizio idrico

Al centro delle preoccupazioni sindacali ci sono anche le ipotesi di trasformazione societaria emerse nelle ultime settimane e il dibattito sul futuro assetto del servizio idrico. Per la Cgil, alcune scelte compiute negli ultimi anni in Campania hanno progressivamente indebolito il ruolo pubblico del settore e ridotto la capacità di Abc di svilupparsi oltre i confini cittadini.

I sindacati citano il bando per l’adduzione primaria successivamente ritirato e la frammentazione dell’Ato Napoli 1 con la nascita dell’Ato Napoli Nord. Decisioni che, a loro giudizio, hanno limitato la possibilità di costruire una gestione integrata dell’acqua su scala più ampia e di rafforzare gli investimenti necessari per il futuro del servizio.

La richiesta: trasparenza e coinvolgimento dei lavoratori

I segretari generali di Cgil e Filctem Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e Lella Messina e il segretario Filctem nazionale, Ilvo Sorrentino, chiedono alla politica una posizione chiara e trasparente sulle prospettive di Abc. Per i rappresentanti sindacali, decisioni che riguardano un’infrastruttura strategica come il servizio idrico non possono essere assunte senza un confronto preventivo con le organizzazioni dei lavoratori e con chi opera quotidianamente all’interno dell’azienda.