“La toponomastica rappresenti e valorizzi i principi democratici, antifascisti e costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana”. Attraverso le parole del segretario generale Tommaso Moscara, la Cgil Lecce esprime il proprio convinto sostegno alla mozione consiliare presentata dal consigliere Mattia Pasca, che mira a revocare l’intitolazione di una importante via di Neviano al gerarca fascista Rodolfo Graziani, e di altre due strade che inneggiano a due date non proprio da celebrare, il 23 marzo e il 28 ottobre.

La toponomastica attuale: Graziani, il 23 marzo, fondazione dei Fasci di combattimento, e il 28 ottobre, marcia su Roma

Graziani fu fascista della prima ora, generale dell’esercito, colonialista che si macchiò di crimini di guerra e violazione dei diritti umani in Etiopia e poi in Libia, firmatario del manifesto della razza, protagonista negativo della campagna d’Egitto (130 mila italiani catturati durante la Seconda Guerra Mondiale) e ministro repubblichino (poi diventerà presidente dell’Msi). La mozione consiliare propone di intitolarla a Giacomo Matteotti, deputato socialista rapito e ucciso dai fascisti su mandato di Mussolini. Quanto alle date, il loro significato è presto detto: il 23 marzo 1919 furono fondati a Milano i Fasci di Combattimento (si propone di rinominare la via utilizzando la data del 2 giugno, quando gli italiani scelsero la Repubblica alla monarchia); il 28 ottobre 1922 è il giorno della marcia su Roma, ossia della presa del potere da parte del fascismo (si propone di celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo).

L’appello ai consiglieri, Moscara (Cgil Lecce): “Conoscere la storia significa anche saper distinguere”

Tommaso Moscara, segretario generale della Cgil Lecce

Il Consiglio comunale discuterà la mozione nella seduta del 24 giugno alle ore 17: “L’intitolazione di spazi pubblici a personalità legate alla dittatura fascista e a politiche di repressione, violenza e discriminazione risulta incompatibile con i valori di libertà, giustizia sociale, pace e rispetto della dignità umana che la nostra comunità è chiamata a promuovere”, dice Moscara. “Revocare quelle tre intitolazioni non sarebbe un’opera di cancellazione della storia, ma un’assunzione di responsabilità nei confronti della memoria collettiva. Conoscere la storia significa anche saper distinguere tra chi ha contribuito alla costruzione della democrazia e chi, al contrario, ha sostenuto regimi autoritari e oppressivi. La Cgil Lecce auspica che il Consiglio comunale di Neviano approvi la mozione e avvii un percorso partecipato per individuare una nuova intitolazione capace di rendere omaggio a personalità che abbiano incarnato i valori dell’antifascismo, della solidarietà, del lavoro e dell’impegno civile”.