Dopo il divorzio l’uomo può risposarsi immediatamente, la donna deve aspettare nove mesi. Questo dice la legge, in Italia, nel 2026.

Nel 1981 sono stati aboliti il delitto d’onore e il matrimonio riparatore previsti dal Codice Penale. Ma si sono scordati il Codice Civile. Nello specifico l’articolo 89, che dopo il divorzio impone alla donna di attendere 9 mesi dallo scioglimento del matrimonio, in virtù della cosiddetta presunzione di paternità.

Insomma, divorzio breve sì, ma non per tutti. Appena la sentenza viene annotata nei registri dello stato civile, l’uomo può già prenotare il ristorante, scegliere le bomboniere e persino litigare con la futura suocera.

La donna, invece, deve affrontare una sorta di "quarantena matrimoniale" di ben 300 giorni. Il motivo? Evitare che sia rimasta incinta del marito e che si possa scatenare il colpo di scena da soap opera: “Di chi è il bambino?” Ovvero la cosiddetta “presunzione di paternità”.

Insomma, la scienza ha approntato test del Dna di ultimissima generazione, magari a breve sarà persino possibile ordinare su Amazon piccoli feti stampabili in 3D. Ma la per la legge italiana è ancora necessario aspettare 9 mesi per accertare la paternità

Come ogni regola che si rispetti, però, esistono delle eccezioni. Il divieto temporaneo non si applica:

  • Se la separazione è consensuale, quindi il marito dà il via libera…;
  • Se la separazione giudiziale è definitiva;
  • Se il matrimonio non è mai stato consumato;
  • O se è stato dichiarato nullo per “impotenza generandi” di uno dei coniugi. Insomma, se siamo sicuri che sto figlio non si poteva proprio fare. O almeno, non tra marito e moglie.

Nel 2026, insomma, si può divorziare velocemente. Ma la donna non è libera di disporre della sua vita, delle sue scelte, e del suo utero. Dai, però, poteva andare peggio. Potevano chiederci la prova della verginità.