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Ancora un rinnovo contrattuale siglato senza la firma della Fp Cgil. L’ennesimo strappo, anzi il doppio strappo perché i contratti rinnovati sono due, è arrivato all’Aran dove sindacati di categoria di Cisl, Uil e Csa, ma non la Cgil, hanno siglato i contratti per il personale e per i dirigenti delle Funzioni locali relativi al triennio 2022-24.
“Non abbiamo firmato il contratto 2022-24 delle funzioni locali perché non avremmo mai potuto sottoscrivere una proposta che, nei fatti, impoverisce lavoratrici e lavoratori”. Lo afferma Tatiana Cazzaniga, segretaria nazionale della Fp Cgil.
La parte economica
Il rinnovo riguarda oltre 400mila lavoratori e lavoratrici. Dal punto di vista economico prevede aumenti medi mensili lordi pari a 136,76 euro (corrispondenti al 5,78% del monte salari 2021); considerando anche lo 0,22% destinato al trattamento accessorio, l'incremento complessivo raggiunge circa 140 euro mensili. In arrivo anche gli arretrati, pari mediamente a 1.728 euro per ciascun dipendente.
Impoverimento certo
Aggiunge Cazzaniga: “Un aumento del 6% in presenza di un’inflazione del triennio al 16% vuol dire essere lontanissimi dal recupero del costo della vita. Le buste paga perderanno 10 punti di potere d’acquisto: i prezzi aumentano, ma il valore reale del salario diminuisce. Per noi è inaccettabile. Come Fp Cgil continueremo, con tutte le nostre forze, a chiedere un Piano straordinario per l’occupazione pubblica, valorizzazione del personale, la riduzione delle differenze retributive con gli altri dipendenti pubblici. E tutto questo si potrà fare solo con risorse nuove e significative”.
La parte normativa
Dal punto di vista normativo, il contratto introduce la possibilità di articolare le 36 ore settimanali su quattro giorni in via sperimentale e su base volontaria, e riconosce il buono pasto anche in caso di lavoro agile. Peccato che il governo voglia ridurre di molto la possibilità di smart working nel settore pubblico. Si concede il buono pasto a chi lavora da casa, ma si restringe moltissimo la possibilità di non andare in ufficio. Paradosso o presa in giro?
L’esercizio della democrazia
Anche in occasione di questo rinnovo contrattuale, la Fp Cgil ha sottoposto a consultazione l’accordo. Ebbene, se la democrazia ha un senso quel rinnovo non andava firmato. Ricorda infatti la segretaria: “Siamo in presenza di una proposta contrattuale largamente insufficiente e penalizzante, che oltre il 92% di lavoratrici e lavoratori ha bocciato a seguito della nostra consultazione promossa su tutto il territorio nazionale nei posti di lavoro”.
La fuga di dipendenti
Il Pnrr avrebbe dovuto insegnare che senza personale negli enti locali qualsiasi lavoro di progettazione diventa impossibile. Così come impossibile tenere aperti gli asili nido – ad esempio – se non si dispone di personale. E potremmo continuare con gli esempi. La verità è che anche questo comparto registra una cospicua carenza di personale e chi può scappa.
Occorre investire sulle risorse umane
“Di solito – aggiunge Cazzaniga - i rinnovi dei contratti recuperano l’inflazione, anzi l’obiettivo principale è andare anche oltre. In questo caso siamo lontani 10 punti. Poi ci meravigliamo se i giovani non partecipano ai concorsi o lasciano le amministrazioni dopo uno/due anni dall’assunzione”.
“È cosi che si investe nell’attrattività dell’amministrazione pubblica? – conclude amara la dirigente sindacale -. Riducendo il valore reale dello stipendio, costringendo lavoratrici e lavoratori a dover essere ancor più in difficoltà a pagare l’affitto, il mutuo, la spesa? In gioco ci sono la dignità del lavoro pubblico e i diritti dei cittadini”.























