Prosegue Diritti in campo, la campagna di comunicazione a cura di Inca, Flai e Cgil che si rivolge ai lavoratori agricoli e dà loro tutte le informazioni utili per richiedere l’indennità di disoccupazione. La scadenza dei termini di presentazione delle domande si avvicina. C’è tempo fino al 31 marzo prossimo.

LE REGOLE

“Per averne diritto – ci spiega Giuseppe Colletti dell'Inca nazionale – sono necessarie 102 giornate di lavoro nel 2023 nel biennio (anche di lavoro non agricolo). L’invito, pertanto, è di rivolgersi alle sedi sindacali territoriali di Flai, Cgil e dell’Inca, dove operatrici e operatori esperti potranno verificare la sussistenza dei requisiti e assistere ogni lavoratore e ogni lavoratrice nell’inoltro corretto delle domande”.

“Per aprire la pratica pratica occorre presentarsi allo sportello dei servizi con carta d’identità e codice fiscale; contratto di lavoro; buste paga; Iban postale o bancario. Per i lavoratori stranieri è importante anche il permesso di soggiorno e il passaporto. In più se si chiedono anche gli assegni familiari, i codici fiscali di ogni familiare e la dichiarazione dei redditi 2021/2022”.

SILVIA GUARALDI, FLAI: "MOMENTO DI INCONTRO FONDAMENTALE NEL RAPPORTO CON I LAVORATORI"

Una tappa fondamentale nell’attività della Flai Cgil, perché, spiega Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della categoria che rappresenta il settore dell’agroindustria, "questo è il momento in cui rinnoviamo le tessere ai lavoratori stagionali agricoli e ai braccianti: è l'occasione in cui li incontriamo".

"Una tappa strategica politicamente, in un contesto di settore caratterizzato dalla frammentazione delle aziende. Uno dei motivi per cui la categoria è in prima linea sulla campagna. Ci permette di offrire una tutela a 360 gradi perché, più che un'indennità di disoccupazione, questa misura rappresenta un sostegno al reddito, e l'incontro con i lavoratori ci permette di capire se, caso per caso, esiste il diritto ad altre prestazioni, tipo infortunio o malattia. Nel corso della campagna abbiamo la possibilità di comunicarglielo".

"Più in generale – spiega Silvia Guaraldi – questo diventa il momento in cui possiamo capire, mappare e valutare il livello di regolarità o irregolarità del settore. Capiamo se c’è un problema di mancanza di giornate segnate o di sfruttamento. Grazie a queste attività riusciamo sempre più a costruire delle reti di sostegno e di aiuto, fondamentali proprio per la caratteristica frammentazione delle aziende, rinsaldando il rapporto con gli assistiti".