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Il caldo estremo non può più essere trattato come un’emergenza, visto che in Italia è ormai la normalità. E il cambiamento climatico colpisce le fasce deboli della popolazione, in particolare gli anziani e le anziane che sono più vulnerabili. Nascono allora nuovi bisogni, a cui occorre rispondere con nuovi diritti: il principale è essere protetti dal caldo.
Una risposta possibile si chiama rifugi climatici. Lo scorso 24 giugno a Roma lo Spi Cgil nazionale e lo Spi Cgil di Roma e Lazio, insieme all’ufficio Clima del Comune di Roma, hanno dato vita all’incontro “La città che respira. Rifugi climatici e welfare urbano per le persone fragili”. L’iniziativa si è svolta proprio mentre l’Italia era attraversata da una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni: temperature eccezionali che hanno superato anche la previsioni. Ecco perché oggi parlare di cambiamento climatico significa parlare del presente, non di un futuro lontano.
Una nuova contrattazione sociale territoriale
Lo Spi Cgil ha citato una ricerca del Censis: il 34,7% degli italiani ritiene che sul clima si faccia troppo allarmismo, mentre il 16,2% è convinto che la crisi climatica non esista affatto. In pratica una persona su due minimizza o nega un fenomeno che sta già modificando la vita delle nostre città. Da questa consapevolezza prende forma la proposta del sindacato dei pensionati: trasformare l’adattamento climatico in una nuova frontiera della contrattazione sociale territoriale, facendo nascere un vero e proprio welfare climatico.
Il diritto di essere protetti dal caldo
Come emerso dall’incontro, la crisi climatica non è più una minaccia astratta o una scadenza futuribile, ma una contingenza quotidiana che impatta sulla carne viva dei segmenti sociali più vulnerabili. L'innalzamento record delle temperature genera una serie di bisogni inediti legati alla sopravvivenza stessa all'interno dei contesti urbani. Secondo lo Spi, quindi, da questi nuovi bisogni devono necessariamente scaturire nuovi diritti: primo fra tutti il diritto inalienabile di proteggersi dal caldo estremo. Questo inedito diritto di cittadinanza deve entrare stabilmente nelle piattaforme di negoziazione con Comuni e municipi.
L’importanza dei rifugi climatici
Dentro questa visione si colloca il tema dei rifugi climatici. Di cosa si tratta? I rifugi climatici sono luoghi pubblici, gratuiti e facilmente raggiungibili dove le persone possono trovare sollievo dal caldo, prevenendo disidratazione, malori e isolamento sociale. Possono essere biblioteche, centri anziani, musei, centri culturali, ma anche parchi e giardini capaci di garantire ombra e raffrescamento naturale. I tre principi che li caratterizzano i rifugi sono inclusività, gratuità e prossimità. Un esempio virtuoso è rappresentato da ciò che sta accadendo nel Comune di Roma.
L’impegno di Roma: 659 punti di salvaguardia
Da parte sua, Roma Capitale ha già avviato un percorso concreto in sinergia con le parti sociali, definendo una mappatura puntuale delle aree protette. Proprio il 2 luglio il Comune ha presentato il Piano caldo, che verrà sottoposto alla valutazione anche del sindacato. La prima rete dei rifugi climatici di Roma comprende complessivamente 659 punti di salvaguardia. Entrando nel dettaglio, il piano si articola in: 178 rifugi al chiuso, comprendenti centri anziani, biblioteche, poli museali e spazi culturali climatizzati; 482 rifugi all’aperto, costituiti prevalentemente da parchi pubblici dotati di idonee zone d'ombra. A questi presidi strategici si aggiungono sul territorio metropolitano oltre 3.200 fontanelle pubbliche, 59 case dell’acqua e l’accesso a 17 piscine comunali gratuite per gli over 70. Il Comune di Roma li ha mappati con un sito e app dedicata.
Come evidente, lo scopo è costruire una rete capillare integrando anche associazioni, centri del terzo settore e luoghi di culto, affinché ogni cittadino possa raggiungere un rifugio climatico a piedi in circa quindici minuti, indipendentemente dal quartiere in cui vive. Un’iniziativa che andrà a migliorare la vita di migliaia e migliaia di anziani.
Mastrantonio, Spi: servono politiche pubbliche adeguate
A illustrare il senso dell’iniziativa è Carla Mastrantonio, segretaria nazionale dello Spi Cgil, dialogando con Collettiva: “Il punto sta nell'analisi che stiamo facendo a livello generale sulle varie trasformazioni – esordisce -: La trasformazione demografica e il cambiamento climatico vanno messe insieme, per dare una risposta adeguata servono politiche pubbliche idonee”.
“Sul clima siamo all'emergenza vera – prosegue –, vediamo che si sta facendo una politica giorno dopo giorno, ma il futuro sarà così: una società invecchiata e un clima incerto, bisogna mettere insieme i due temi. Entrambi hanno una caratteristica: colpiscono più nelle città, perché gli effetti dei fenomeni passano ovunque ma proprio nella grandi metropoli hanno le ricadute più pesanti. Domenica a Genova sono morti due anziani per disidratazione”.
Affrontare il tema della povertà energetica
La riflessione dello Spi cerca di individuare il problema e proporre soluzioni: “Queste soluzioni – per la segretaria - vanno applicate soprattutto nelle grandi città e nelle periferie, dove c'è un’ampia cementificazione senza verde. L’altro fattore fondamentale è l'energia, ovvero il tema della povertà energetica: non tutte le case hanno un rinfrescamento adeguato, sappiamo da tempo che troppi anziani rinunciano a scaldarsi d’inverno e ai condizionatori d’estate”.
Basta anziani morti per il caldo
“Le nostre proposte sono di carattere generale, perché poi servono politiche pubbliche per attuarle davvero. Attraverso la contrattazione sociale territoriale si possono però individuare politiche pubbliche da rendere strutturali nei prossimi anni: bisogna iniziare a inserire questi temi proprio nelle politiche di bilancio. Chiediamo quindi misure che vadano incontro alla crisi climatica, non ci possiamo permettere che gli anziani muoiano per il caldo”.
Insomma occorre una svolta strutturale: “Per questo è fondamentale allestire strutture in cui le persone possono rifugiarsi, come i rifugi climatici, altrimenti non affrontiamo il problema nella giusta maniera. Torniamo al discorso dei nuovi bisogni: dobbiamo rendere esigibile il diritto di essere protetti dal caldo estremo”, conclude.
Muroni, Spi: rifugi climatici come antidoto alla solitudine
A sviluppare ulteriormente la ricetta contro il caldo è Rossella Muroni, dipartimento Contrattazione e Benessere dello Spi Cgil Nazionale: “Il Piano Caldo presentato dal Comune di Roma è concreto e completo – afferma -, perché tiene insieme l'infrastruttura fisica, ossia i rifugi climatici, col monitoraggio delle figure fragili. Così la battaglia contro il caldo si salda con l’idea della città come infrastruttura sociale e materiale per supportare i più deboli”.
I rifugi climatici, spiega, “sono luoghi in cui troviamo conforto dal punto di vista fisico: spazi rinfrescati con acqua a disposizione. Non sono presidi sanitari, ma possono diventare luoghi di socialità, modi per combattere ciò che uccide più anziani, la solitudine”.
Ora forestazione e depavimentazione urbana
Siamo all’inizio di un percorso, c’è tanto da fare, riflette Muroni. “Essenziale è il tema della forestazione urbana: se fatta in modo ragionato, le zone verdi diventano infrastrutture che aiutano anche ad abbassare le temperature, basti pensare che con le piante giuste e l’approccio adeguato le temperature si abbassano di 4-6 gradi. E poi – aggiunge – esiste un regolamento europeo che indica la necessità di forestazione delle città”.
Altro elemento centrale è la depavimentazione. “Bisogna iniziare poi a depavimentare – a suo avviso -, ovvero è necessario cominciare a togliere asfalto. La sindaca di Genova ha già annunciato un piano in tal senso. Non c’è solo il caldo estremo, al contrario con le grandi piogge servono luoghi in grado di assorbire l’acqua”.
Adattarsi al mutamento climatico crea lavoro
Tutto ciò porterebbe anche un’altra ricaduta positiva: “Sono cantieri che si aprono, quindi si creano nuovi posti di lavoro. Adattarsi al mutamento climatico genera occupazione – conclude Muroni -, ecco allora la dimostrazione che le varie battaglie si saldano tra loro”.






















