La decisione del Gip di Milano, Roberto Crepaldi, di convalidare il controllo giudiziario nei confronti di Glovo-Foodinho e di affidare all’amministratore giudiziario il compito di procedere alla regolarizzazione dei lavoratori rappresenta un passaggio di grande rilievo. Lo afferma il Nidil Cgil.

Da quasi dieci anni Nidil “denuncia pubblicamente il modello organizzativo che caratterizza il food delivery: lavoro a cottimo, utilizzo improprio del lavoro autonomo, compensi sotto la soglia di povertà e dispregio delle norme di tutela della salute e sicurezza nonostante le condanne del
Tribunale del lavoro di Milano”.

Le risultanze dell’indagine della Procura di Milano – che parlano di retribuzioni fino al 76,95% sotto la soglia di povertà e dell’81,62% inferiori ai contratti collettivi di settore – “confermano un quadro che come organizzazione sindacale abbiamo più volte denunciato, attraverso vertenze territoriali e azioni legali. Solo poche settimane fa lo abbiamo anche documentato nell’inchiesta su ‘La condizione di lavoro dei rider del food delivery’”.

La sigla quindi conclude: “Accogliamo con soddisfazione il provvedimento: è giunto il momento che i rider vedano riconosciuti diritti, tutele e un salario dignitoso, superando definitivamente un modello fondato sul cottimo e sulla falsa autonomia”.