Arriva a Roma dal 20 febbraio al 3 marzo, presso la Galleria La Pigna a Palazzo Maffei Marescotti, Bobo e la Valle dei Segni, la mostra che rende omaggio a Sergio Staino, facendo incontrare la sua opera con la cultura e l’arte rupestre della Valle Camonica – la celebre Valle dei Segni-primo sito italiano riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1979. Un progetto espositivo che mette in dialogo satira, memoria e territorio, partendo da uno dei luoghi simbolo della cultura europea, per raccontare l’eredità artistica e civile di uno dei più amati protagonisti della storia culturale italiana. La mostra è organizzata dal Centro Culturale Teatro Camuno, dal festival Dallo Sciamano allo Showman e dal Premio Nazionale Sergio Staino-Pitoon, con il sostegno di Fondazione Valle dei Segni e Spi Cgil Nazionale, oltre al patrocinio di molte istituzioni e associazioni.

L’inaugurazione della mostra 

L’inaugurazione di Bobo e la Valle dei Segni è prevista per venerdì 20 febbraio alle ore 18. Alle 21.30, l’evento si sposterà presso la sede dell’Associazione Culturale Settimo Continente, dove avrà luogo il concerto Un Tango per Bobo, con Michele Staino, Alessio Lega e Guido Baldoni. Un omaggio musicale dedicato a Sergio Staino e alla sua grande passione per la musica e la canzone d’autore. Non tutti sanno che Staino, oltre a essere fumettista e autore satirico, è stato un grande appassionato di musica: una lunga militanza al Premio Tenco fino alla direzione, e poi l’inserto satirico Tango”.

La mostra "Bobo e la Valle dei Segni"

Il progetto “Bobo e la Valle dei Segni”

Bobo e la Valle dei Segni è un’esposizione multimediale e multidisciplinare che intreccia arte, satira, memoria e attualità. Attraverso vignette, pannelli, video e materiali audiovisivi, il percorso racconta la capacità unica di Staino di leggere l’Italia – le sue contraddizioni, le sue fragilità, la sua umanità – con uno sguardo ironico, empatico e profondamente politico. Il linguaggio scelto è quello universale della vignetta, capace di superare barriere generazionali e linguistiche, rendendo la mostra accessibile a un pubblico ampio, comprese le giovani generazioni.

Staino e la Valle Camonica

Cuore del progetto è il legame tra Sergio Staino e la Valle dei Segni, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale Unesco nel 1979, per la straordinaria ricchezza delle sue incisioni rupestri (circa 300 mila segni incisi). Un rapporto nato con il Festival della canzone d’autore Dallo Sciamano allo Showman, strettamente connesso al Club Tenco – di cui Staino è stato presidente fino alla fine – e proseguito con il progetto Pitoon - I pitoti in cartoon, ideato insieme a Nini Giacomelli.

Staino e i pitoti in cartoon

In questa vallata delle Prealpi bresciane, Sergio Staino ha lasciato anche il suo, di segno: è stato il migliore a interpretare, e a far interpretare a giovani allievi, le incisioni rupestri, dette “pitoti” dagli abitanti del luogo. Per l’artista, rappresentavano un potente precursore del fumetto e che, proprio come il fumetto e consentivano di superare ogni barriera linguistica. Oggi questo legame continua ancora in Valle Camonica con il Premio Nazionale Sergio Staino - Pitoon. 

La mostra

La mostra è articolata in quattro sezioni espositive: Pitoti: pannelli con immagini e video delle incisioni rupestri della Valle Camonica; Pitoon - I pitoti in cartoon: vignette che ritraggono un ironico “Bobo preistorico”, in una fusione tra passato e presente; Bobo allo Sciamano: opere satiriche realizzate da Staino durante le sue partecipazioni al Festival Dallo Sciamano allo Showman; Bobo ambientalista: la sezione più ampia, con vignette dedicate al rapporto tra uomo e natura e alle sfide ecologiche contemporanee. Le opere, concesse dalla famiglia Staino e dall’Associazione Bobo e Dintorni di Scandicci, raccontano l’impegno civile dell’autore e il suo amore profondo per i territori. 

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