Dopo due giorni di trattativa a oltranza, raggiunta al ministero delle Imprese l'intesa sul nuovo piano industriale 2026-2029 della multinazionale svedese degli elettrodomestici Electrolux. “La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di questi mesi ha determinato un importante risultato”, commentano Samuele Lodi (segretario generale Fiom Cgil) e Barbara Tibaldi (segretaria nazionale Fiom Cgil).

I contenuti dell’accordo

L’accordo prevede oltre 100 milioni di euro d’investimenti (la proposta iniziale era di 90 milioni), di cui il 72 per cento di prodotto e il 28 per cento di processo, e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani.

Diminuiscono gli esuberi: rispetto ai 1.719 inizialmente annunciati dall'azienda l’11 maggio scorso, il nuovo piano prevede un massimo di 918 uscite (512 impiegati, 390 operai di produzione, 16 operai di ricerca e sviluppo) da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.

Sempre riguardo gli esuberi, l’accordo prevede la previsione anche del turn over se, per qualsiasi motivo, dovessero uscire più lavoratori rispetto i numeri concordati: le sostituzioni così previste daranno priorità a quei lavoratori che negli ultimi due anni hanno lavorato in Electrolux con contratti precari.

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“Esprimiamo soddisfazione per l'ipotesi di accordo – commentano il segretario generale Samuele Lodi e la segretaria nazionale Barbara Tibaldi della Fiom Cgil – che costituisce un passo avanti importante nella risoluzione della vertenza al fine di garantire l'occupazione di tutti gli stabilimenti e la produzione nel settore dell'elettrodomestico del nostro Paese, respingendo il piano di dismissione e disimpegno che l'azienda ha provato a imporre”.

Lodi e Tibaldi evidenziano che si è convenuto di “realizzare 140 mila lavasciuga a Porcia (Pordenone), mantenendo la produzione degli attuali modelli di lavatrici fino alla fine del piano; quest'ultimo era uno dei punti su cui si erano registrate le maggiori distanze nella trattativa”. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana (Treviso), Solaro (Milano) e Forlì.

Riguardo al sito di Cerreto D'Esi (Ancona), che nelle intenzioni della multinazionale avrebbe dovuto chiudere il 31 dicembre, viene garantita “la continuità produttiva e occupazionale fino alla definizione e attuazione di un piano di reindustrializzazione che dovrà essere concordato”.

Le parti hanno convenuto anche “di monitorare l'andamento degli impegni presi e degli organici nei singoli siti ogni tre mesi”. I due dirigenti sindacali rilevano che “su nostra richiesta il governo si è impegnato a rifinanziare i contratti di espansione, per prevedere nuove assunzioni e potenziare il ricambio generazionale”.

Lodi e Tibaldi così concludono: “Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori che dovranno esprimersi attraverso il referendum sull'ipotesi di accordo. Resta la necessità di prevedere politiche industriali per il settore dell'elettrodomestico anche a livello nazionale ed europeo per garantire prospettive a un settore che sta soffrendo molto in Italia e in Europa”.

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Urso: “Accordo che tutela produzione e lavoratori”

“Abbiamo raggiunto l'obiettivo”, commenta il ministro delle Imprese Adolfo Urso, sottolineando che “l’accordo tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”.

L'intesa, si legge nella nota del ministero, è anche “il frutto della battaglia condotta dal governo in Europa a difesa del settore dell'elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l'Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti”.

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Focus: gli stabilimenti di Susegana e Forlì

Investimenti per 18,5 milioni di euro entro il 2029 e 313 uscite volontarie e incentivate, di cui 144 tra gli operai: sono i numeri del piano Electrolux per lo stabilimento di Susegana (Treviso). Il sito manterrà la produzione di frigoriferi da incasso, con volumi a regime di 515 mila pezzi l'anno, concentrandosi sui segmenti di mercato a maggiore valore aggiunto e complessità tecnologica.

Per lo stabilimento di Forlì l’accordo prevede la conferma della produzione di forni e piani cottura, con un progressivo orientamento verso prodotti a maggiore valore aggiunto, nonché volumi produttivi previsti pari a 1 milione 283 mila pezzi annui entro il 2029, superiori a quelli inizialmente prospettati. Inoltre, 15 milioni di euro di investimenti sono destinati all’innovazione di prodotto, al miglioramento degli impianti e dei processi produttivi.

Le eccedenze vengono ridotte da 297 a 194, con 103 posizioni in meno rispetto al precedente piano aziendale (pari a circa il 35 per cento). Venendo al dettaglio, si segnala il dimezzamento delle eccedenze tra gli operai di produzione, che passano da 214 a 107, mentre per impiegati e quadri le eccedenze sono 87.