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Grande partecipazione oggi in piazza a Bruxelles, da parte dei sindacati dell’agroindustria italiani davanti alla sede del parlamento per la manifestazione indetta dall’Effat, l’organizzazione europea dei lavoratori del settore. L’obiettivo è difendere la norma sulla condizionalità sociale della Pac, politica agricola comune.
Flai: una vergogna che i soldi dei contribuenti sostengano lo sfruttamento
La Flai Cgil è scesa in piazza con convinzione: “La condizionalità sociale è un principio semplice – spiega la sigla –: i fondi pubblici europei non devono finanziare chi sfrutta il lavoro. Con una Pac, la politica agricola comunitaria, che vale circa un quarto del bilancio dell’Unione, è una questione di coerenza e di rispetto per i lavoratori e per i contribuenti europei”.
L’attuale discussione, dunque, che passa dalla commissione Agri-Fish, “propone di abolire questo principio riportando l’agricoltura europea allo scenario precedente al 2021 dove non era previsto alcun collegamento tra l’erogazione di risorse pubbliche e il rispetto di contratti di lavoro e normativa sulla sicurezza”.
Per questo oggi la Flai è andata in piazza “insieme alle federazioni sindacali dei lavoratori agricoli aderenti al sindacato europeo per urlare la nostra contrarietà allo smantellamento della condizionalità sociale”.
Estendere e rafforzare la condizionalità sociale
Lo sfruttamento in agricoltura non è problema solo italiano, è un problema più o meno acuto in tutta Europa: “È scandaloso che risorse pubbliche vadano a chi sfrutta il lavoro, a chi paga pochi euro a chi porta il cibo sulle nostre tavole, a chi non rispetta le norme su salute e sicurezza”.
Al contrario la condizionalità sociale andrebbe estesa e rafforzata: “Andrebbero introdotti standard minimi nel numero dei controlli, la possibilità di denunciare violazioni da parte anche delle organizzazioni sindacali, così come andrebbero introdotti indicatori preventivi all’erogazione delle risorse; questo andrebbe fatto, non cancellare una delle maggiori conquiste per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici degli ultimi anni”.
La mobilitazione continua
“Oggi – riprende la Flai – siamo in piazza per denunciare la vergogna commessa dalla Commissione in questi giorni e per dire forte e chiaro che non ci fermeremo alla mobilitazione di oggi. Non faremo un passo indietro sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e torneremo in piazza per difenderli e tutelarli”.
“E lo diciamo oggi, a dieci anni dall’introduzione della Legge 199 contro lo sfruttamento lavorativo, legge moralmente dedicata a Paola Clemente, rivendichiamo la condizionalità sociale, rivendichiamo legalità, rivendichiamo rispetto e dignità per Paola, morta nei vigneti di Andria, per Satnam ucciso a latina, per Amin, per Ullah, per Safi e Waseem bruciati vivi ad Amendolara”, conclude.























