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Passi avanti

Emilia-Romagna, Cgil Cisl Uil condividono in Regione il protocollo per la tutela di salute e sicurezza sul lavoro

Foto: Marco Merlini
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La soddisfazione dei sindacati: “È un primo risultato importante, va attuato al più presto”. Nel 2022 sul territorio crescono gli infortuni, ancora 50 i morti. Più a rischio, anche irregolarità, trasporti, logistica, commercio ed edilizia”

Il “Protocollo per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” rappresenta per Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna un primo risultato importante. Si tratta di uno strumento voluto fortemente dai sindacati e condiviso ieri con la Regione e con tutti i soggetti firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima. Il Protocollo si pone l’obiettivo di affrontare l’emergenza legata al drammatico numero di infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro.

"Nei primi sette mesi del 2022 - i dati diffusi dalle confederazioni - abbiamo infatti registrato in Emilia-Romagna 49.372 infortuni denunciati (+18,5% rispetto ai 41.667 del 2021), di cui 50 denunce di infortunio con esito mortale (nel 2021 sono state 62), e 3.337 denunce relative a malattie professionali (-2% rispetto alle 3.406 del 2021). Osserviamo inoltre una preoccupante concentrazione degli infortuni e delle morti sul lavoro in alcuni settori produttivi – trasporti e logistica, commercio, edilizia – dove si registrano anche fenomeni di irregolarità contrattuali e sfruttamento del lavoro. Ciò a testimonianza del legame indissolubile che c’è tra legalità, qualità del lavoro e sicurezza sul lavoro".

Per questo le organizzazioni di rappresentanza hanno rivendicato e ottenuto che il Protocollo agisse a partire da quattro pilastri fondamentali: prevenzione e formazione fin dal primo giorno di lavoro; applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi, regolarità del lavoro negli appalti e nei subappalti, contrasto alla precarietà e allo sfruttamento; rafforzamento dei controlli per contrastare le irregolarità prevedendo l’istituzione di una task force nei siti/distretti strategici; realizzazione di tavoli territoriali dove attuare gli impegni assunti.

I firmatari del Protocollo chiederanno a Governo e Parlamento una nuova legislazione sul lavoro contro il dumping contrattuale, a favore dell’applicazione dei contratti nazionali e la continuità occupazionale negli appalti e nei subappalti (stesso lavoro, stesso contratto).

"La sottoscrizione del Protocollo - si conclude la nota di Cgil Cisl e Uil regionali - rappresenta un punto di avanzamento nella battaglia condotta dalle confederazioni per la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori, ma è certamente necessario che ora, assieme a tutte le istituzioni, gli organismi di vigilanza, le imprese e le associazioni datoriali, si dia operatività agli impegni assunti con l’obiettivo condiviso di mettere fine alla strage che si ripete ogni anno nei luoghi di lavoro del nostro Paese".