Sono trascorsi cinque mesi dall'approvazione della legge di bilancio 2022, entrata in vigore dal 1° gennaio di quest'anno, che prevede un fondo di sostegno destinato alle lavoratrici e ai lavoratori con contratto part-time ciclico verticale. Dopo cinque mesi senza riscontro alle richieste e sollecitazioni fatte al ministero del Lavoro, le organizzazioni sindacali si trovano a chiedere, ancora una volta, l'emanazione del provvedimento normativo necessario a rendere operativo il fondo di sostegno, mettendo fine al paradosso che vede lo stanziamento di 30 milioni di euro e l'impossibilità di fruirne in assenza di un adempimento burocratico. È quanto si legge in una nota.

Il tempo stringe, le scuole sono ormai prossime alla chiusura e le decine di migliaia di lavoratrici e di lavoratori in appalto impiegati nelle mense e nelle pulizie scolastiche si fermeranno, come ogni anno, per oltre tre mesi, senza percepire alcuna retribuzione. Una condizione comune a molti altri addetti del commercio, del turismo e dei servizi, che condividono contratti part-time spesso involontari e di poche ore settimanali.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, "che da anni portano avanti la battaglia per il riconoscimento della Naspi a quanti lavorano con contratti part-time con periodi di non lavoro nel corso dell’anno, tornano a sollecitare il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali perché coinvolga le organizzazioni nella definizione della platea di riferimento e delle condizioni per l’erogazione e perché sia data tempestiva attuazione alla norma, affinché le lavoratrici e i lavoratori non siano costretti a vivere un lungo periodo di disagio e mancata sussistenza economica, a causa di questo incomprensibile e colpevole ritardo".