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Enel

Nasce lo Statuto della persona

foto di Marco Merlini  
Foto: Marco Merlini
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È l'ultima iniziativa di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, in collaborazione con Enel, per un nuovo modello di relazioni sindacali. Lo Statuto ridisegna la cornice in cui si muoverà la contrattazione del futuro. Landini: "Intesa di grande valore, e importante passo avanti"

Si chiama 'Statuto della persona', ed è l'ultima iniziativa di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, in collaborazione con Enel, per un nuovo modello di relazioni sindacali, che mette al centro per l'appunto la persona e le sue esigenze. Dal benessere alla formazione, dalla sicurezza all'inclusione fino alla produttività, lo statuto ridisegna la cornice in cui si muoverà la contrattazione del futuro.

"Questo documento - spiega Ilvo Sorrentino, segretario nazionale Filctem - è il risultato di un lavoro di sensibilizzazione su molte tematiche sociali, che abbiamo posto da tempo a Enel. È un esempio concreto di contrattazione inclusiva: l'accordo, non punta solo a migliorare le condizioni dei lavoratori alle dirette dipendenze di Enel, ma guarda fuori a tutto l’ecosistema di fornitori e appalti che collaborano col gruppo. E’ la prima volta che ciò avviene in questi termini, ma andava fatto". Sui temi della formazione e della sicurezza sarà coinvolto, allo stesso modo, tanto il personale interno all'azienda, tanto quello esterno, andando oltre a quanto oggi prevedono i contratti nazionali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Gli unici che potranno essere applicati nell’ecosistema di Enel. La gigantesca mole di investimenti che il gruppo si appresta a fare nei prossimi dieci anni, circa 160 miliardi, coinvolgerà tutto il personale, ma anche tantissime risorse esterne.

"Per noi, era un dovere etico e morale definire una risposta adeguata a questa fase epocale, che è la transizione energetica: da una parte, l’esigenza di proteggere e riqualificare chi dovrà nel tempo lasciare la propria attività; dall’altra, quella d'individuare, formare e incentivare chi dovrà concretizzare la straordinaria mole di risorse che verranno messe in campo. La sfida sarà quella di creare un vivaio occupazionale qualificato, favorendo l’inserimento di nuove lavoratrici e lavoratori nell'Enel e in tutte le imprese che saranno protagoniste del cambiamento”, conclude il dirigente sindacale.

“Un’intesa che rappresenta un importante passo in avanti sul tema della contrattazione inclusiva per quanto riguarda i contratti di lavoro, la formazione e i diritti, non solo per le lavoratrici e i lavoratori di Enel, ma per tutto quell’ecosistema di aziende che con Enel opera quotidianamente”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta l’accordo integrativo aziendale. “Il protocollo - aggiunge il leader della Cgil - recepisce molte delle priorità che in questi anni abbiamo proposto nei tavoli di trattativa con il governo e le associazioni datoriali. La contrattazione che definiamo inclusiva, perché in grado di promuovere la partecipazione e di tutelare l'insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi coloro che operano negli appalti, è da sempre una nostra prerogativa. Fondamentale lo si proponga per garantire la sicurezza e la formazione continua, tema strettamente legato alla transizione energetica e alle nuove tecnologie nel campo delle rinnovabili, settore nel quale non sono più rinviabili importanti investimenti da parte del Governo e delle aziende”.

“Condividiamo, inoltre, - prosegue Landini - la promozione di modalità organizzative che garantiscano il diritto alla disconnessione e la genitorialità condivisa, come riteniamo non più rinviabile il superamento del divario retributivo di genere, anch'esso promosso nello statuto. Fondamentale, infine, anche il contrasto al fenomeno dei contratti pirata per le imprese appaltatrici”. “Si tratta, quindi, - conclude il segretario generale della Cgil - di un’intesa di grande valore, che affianca alla transizione energetica quella dei diritti e delle tutele e della riqualificazione e della riconversione del lavoro”.