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La mobilitazione

Servizi di pulizia dell'Agenzia delle entrate: è sciopero

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Venerdì 18 marzo si fermano gli addetti ai servizi in appalto nei Lotti 1,4 e 5. La protesta proclamata da Filcams Cgil e Fisascat Cisl, contro la drastica riduzione delle ore di lavoro e dei salari disposta dalle aziende titolari Formula Servizi e Savet

Venerdì 18 marzo è il giorno dello sciopero per i lavoratori e le lavoratrici dei servizi di pulizia dell'Agenzia delle entrate. Nello specifico, incroceranno le braccia gli addetti ai servizi presso le sedi dell’Agenzia dei Lotti 1,4 e 5 dell’appalto pubblico in Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria e Umbria.

Lo sciopero è stato indetto dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil e Fisascat Cisl, contro la drastica riduzione delle ore di lavoro e dei salari, disposta dalle aziende subentrate nella gestione dell’appalto Formula Servizi e Savet.

A Torino, Genova, Firenze e Bologna sono previsti presidi organizzati davanti le sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate. Le stime propendono per un'adesione allo sciopero vicina al 90%, per provare a riportare l’ago della bilancia su una giusta direzione, “per difendere diritti e reddito”.

“È una vergogna – affermano i sindacati – constatare una riduzione di orario anche del 35% per lavoratrici e lavoratori che hanno già oggi contratti part-time che in alcuni casi non superano le 15 ore settimanali mentre le prestazioni e i servizi nel loro complesso rimangono invariati”.

Filcams e Fisascat sottolineano che “le due società hanno chiesto sin da subito a tutte le lavoratrici e i lavoratori di continuare ad effettuare la stessa prestazione lavorativa riducendo le ore di servizio e di conseguenza la retribuzione, creando in tal modo solo gravi problemi economici alle famiglie”.

“Assurdo e intollerabile – denunciano i sindacali – è anche il silenzio dietro cui si è trincerata la committenza pubblica (Agenzia delle entrate), inaccettabile e ingiustificato perché ancora una volta permette alle imprese di massimizzare profitti disattendendo anche lo spirito cooperativo delle imprese appaltanti, che sempre in nome del puro guadagno ignorano diritti e tutele dei propri soci lavoratori”.