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L'allarme

Veneto, scuola: caos nella gestione dei casi Covid

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I sindacati di settore chiedono alla Regione di fornire subito i dati reali sui contagi

"Non va tutto bene". Inizia con queste parole inequivocabili la dichiarazione congiunta dei segretari generali regionali della Flc Cgil, Marta Viotto, della Cisl Scuola, Sandra Biolo, della Uil Scuola, Giuseppe Morgante e di Snals Confsal, Daniela Avanzi. 

"Invitiamo i responsabili dell’Istruzione a entrane nelle scuole per verificare ciò che sta succedendo scrivono i dirigenti sindacali -. È insopportabile sentire il ministro Bianchi sostenere, sugli organi di stampa, che la scuola aperta sta funzionando senza grandi problemi. Dalle istituzioni scolastiche di tutto il territorio regionale giungono in questi giorni segnali allarmanti rispetto alla gestione dei casi di positività tra gli alunni e il personale. I messaggi rassicuranti del ministro dell’Istruzione sull’andamento della pandemia contrastano con la reale situazione di istituti ormai allo stremo.

Già dal mese di novembre - si legge nella nota - la curva dei contagi stava salendo, preoccupando tutto il personale, in particolare nella scuola primaria, ma nulla si è fatto per la ripresa in sicurezza. Con difficoltà abbiamo ottenuto la proroga dei "contratti covid", ma nessuno degli altri interventi da noi richiesti (dispositivi Ffp2, presidi sanitari nelle scuole, sistemi di areazione, aumento degli organici, trasporti in sicurezza) è stato assunto.

Come era prevedibile, a poca distanza dalla ripresa delle lezioni, si stanno moltiplicando le classi con alunni positivi. Nella primaria sono saltati i tracciamenti con testing che le Asl non riescono più a garantire, nella secondaria l’auto sorveglianza si sta rivelando troppo gravosa e persino inutile a causa dell’incalzare dei contagi che stravolgono ogni tentativo di assicurare la continuità del servizio di istruzione. Neanche la Regione Veneto è in grado di fornirci i dati reali.

I dirigenti scolastici e le scuole sono abbandonati a loro stessi. È stata irresponsabile la scelta di scaricare sugli istituti la gestione delle quarantene, creando peraltro forte conflittualità tra scuola e famiglie. Nella conferenza stampa il ministro Bianchi ha dichiarato che il 93% delle scuole stanno funzionando regolarmente, se così fosse ne saremmo tutti felici, perché la necessità di tenere aperte le scuole è sempre stata la nostra priorità. Purtroppo, la realtà raccontata dal ministro è puramente virtuale e non corrisponde al disagio che tutti i giorni sempre più scuole ci comunicano.

È inaccettabile il silenzio della Regione Veneto sui dati ufficiali della pandemia nelle classi, mai forniti, nonostante le pressanti richieste delle nostre organizzazioni sindacali. Un modo concreto di uscire da questa situazione è convocare subito il tavolo regionale permanente, esaminare i dati reali sui contagi nelle classi e uscirne con soluzioni condivise. Abbiamo inviato più richieste affinché, a norma di contratto, venissero forniti i dati che il ministro è obbligato da precise clausole negoziali a mettere a disposizione dei sindacati. È un obbligo - si conclude la nota - cui l'Amministrazione non può sottrarsi".