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Smart working

Presidio Sogei a Roma: Fiom, azienda ascolti i lavoratori

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Presidio oggi (venerdì 3 dicembre) a Roma, davanti al ministero del Lavoro, dei dipendenti della Sogei, azienda pubblica di proprietà del ministero dell’Economia, per consegnare la petizione sullo smart working, indirizzata al ministro Orlando, che ha raccolto oltre 1,500 firme in pochi giorni. “Da marzo 2020 – spiega il segretario generale Fiom Cgil Roma e Lazio Fabrizio Potetti – la quasi totalità dei dipendenti lavora da remoto con risultati ottimi, ma senza un accordo sindacale e con l’applicazione di una direttiva aziendale emanata a marzo 2020 e ancora in vigore”.

Potetti evidenzia che “da oltre un anno Rsu e organizzazioni sindacali ricercano in ogni modo di pervenire a una regolamentazione della situazione lavorativa in Sogei. La direzione aziendale ha fatto di tutto per non arrivare a una soluzione positiva della vertenza. Da aprile i lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e, attivando le procedure previste per la regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, hanno proclamato il 16 luglio uno sciopero di tutti i lavoratori Sogei”.

Nonostante la mobilitazione, prosegue il segretario generale Fiom Cgil Roma e Lazio, “l’azienda, rifiutando ogni confronto con i rappresentanti dei lavoratori, nel mese di ottobre ha emanato un ‘regolamento’ unilaterale per la gestione dello smart working che si attiverà al termine del periodo di emergenza sanitaria. Tantissimi lavoratori si sono rifiutati di aderire al regolamento aziendale”.

La Fiom considera “un gravissimo errore la sua emanazione, proprio per il suo carattere unilaterale e per l’evidente intento di far passare lo smart working come un ‘benefit’ e non come uno degli strumenti utili per ridefinire l’organizzazione del lavoro e il modo di intendere il lavoro in azienda nel prossimo futuro”. La Fiom, infine, sostiene “le iniziative di lotta poste in essere dalle rappresentanze sindacali e ritiene incomprensibile il disconoscimento del ruolo del sindacato e della contrattazione da parte di una azienda pubblica, e quindi di proprietà di tutti, che nel suo agire dovrebbe uniformarsi a valori condivisi”.