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La vertenza

Gkn, Fiom e Cgil: il ministro sia presente al tavolo

Foto: Marco Merlini  
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“L’incontro convocato dai dirigenti del Mise a cui ha partecipato anche Invitalia è stato tempestivo, ma pesa l’assenza del ministro e della vice ministra a fronte delle comunicazioni unilaterali della Gkn che chiamano direttamente in causa le istituzioni disattendendo gli impegni presi nell’incontro del 7 ottobre". Così in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze e Prato e Silvia Spera, area Politiche industriali per la Cgil nazionale.

"Gkn con la missiva del 17 novembre ha invece confermato il fatto che non ha modificato la propria posizione: liquidazione e licenziamenti entro l’anno – continua la nota –. La Fiom e la Cgil hanno chiesto, e il Mise ha convenuto, che entro inizio della prossima settimana sia adottato un percorso di confronto tra istituzioni a tutti i livelli e sindacato. Sindacato e lavoratori hanno rispettato gli impegni presi, hanno avanzato proposte e messo a disposizione del Mise e di Invitalia le proprie competenze e conoscenze chiarendo che dovevano essere chiare le regole di ingaggio per la ricerca di soluzioni industriali e occupazionali".

Per la Fiom e la Cgil "è indispensabile, a fronte della lettera della Gkn, impedire la riapertura della procedura per il licenziamento dei lavoratori e scoprire le carte sulla continuità occupazionale e industriale dello stabilimento di Campi Bisenzio. L’incontro del 7 ottobre doveva aprire una trattativa, che però non è mai partita, è ora che siano i Ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro in prima persona a prendere in mano la vertenza".

È finito il tempo delle dichiarazioni "Senza atti concreti i lavoratori potrebbero essere licenziati come in altre crisi industriali.
Gkn se ha davvero proposte industriali e non solo sulla carta che garantiscano la continuità occupazionale smetta di giocare con gli annunci e li metta in chiaro nelle sedi istituzionali, a partire da Mise e Invitalia". 

"Al Mise chiediamo verifica, trasparenza e garanzie sugli investitori potenziali e sui piani per confrontarci anche con Invitalia sulla fattibilità delle proposte. Per la tutela dello stabilimento e dell’occupazione la Fiom e la Cgil chiedono il ritiro della liquidazione e la ripresa delle attività di lavoro per creare le condizioni per una trattativa vera. Non siamo disponibili a parlare di ammortizzatori sociali senza conoscere prima l'entità e la validità delle proposte di reindustrializzazione dichiarate dall'azienda e respingiamo nuovamente la proposta di utilizzo della cassa integrazione per cessazione”, termina il comunicato.