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Ministero della Giustizia

Sindacati: lo sfascio si evita con assunzioni e risorse

Foto: Maurizio Minnucci
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“La mobilitazione proseguirà fino a quando non avremo risposte concrete che possano alleviare la pesante situazione che stanno vivendo i lavoratori della giustizia”. A dirlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, al termine della protesta dei lavoratori dei quattro dipartimenti della Giustizia, che ha visto iniziative a Roma (davanti al ministero), Napoli e Milano.

“Sono state due giornate di confronto importanti con i lavoratori di Dap, Dgmc, Dog e Archivi notarili, che ci hanno consentito di denunciare all'opinione pubblica che la parte politica e amministrativa del ministero della Giustizia ha dimenticato i lavoratori di questo settore”, spiegano i sindacati, chiedendo anzitutto “assunzioni (anche attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli ultimi concorsi e con nuove procedure concorsuali, con riserva e comunque senza limitazioni per gli interni, nonché con le progressioni giuridiche previste dall'accordo del 26 aprile 2017) per colmare le gravi carenze di personale e rendere i carichi di lavoro sopportabili”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa evidenziano l’urgenza di “stabilizzare tutti gli assunti a tempo determinato”, di “rivedere le dotazioni organiche attualmente previste, in quanto inadeguate”, di “consentire al personale di fare progressioni economiche e di carriera” e soprattutto di “aumentare le risorse a disposizione della contrattazione decentrata, che va pagata per tempo, visto che oggi i lavoratori non hanno ancora percepito quella del 2019”.