Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Livorno

Raffineria Eni, futuro a rischio

Eni: scatta la protesta a Livorno, «no alla vendita»
Foto: Eni: scatta la protesta a Livorno, "no alla vendita" (foto dall'account twitter della Cgil Toscana)
  • a
  • a
  • a

Persico (Filctem Cgil): "Le decisioni che l'azienda prenderà nei prossimi mesi saranno determinanti. Serve un piano industriale di riconversioni e di investimenti in impianti di produzione di biocarburanti. Se venisse confermata l'assenza di risorse, il sito sarebbe destinato a un inesorabile declassamento a polo logistico, con conseguenze che pagheremo care in termini occupazionali, sia diretti che indiretti"

"I vertici aziendali di Eni vogliono ridimensionare la raffineria di Stagno. L'azienda, nel corso dell'incontro di stamani avvenuto presso la raffineria, ha infatti comunicato alla Rsu e alle segreterie sindacali territoriali la decisione di chiudere a fine 2022 la linea di produzione dei carburanti (la linea lubrificanti resterà invece attiva). Alla base di questa scelta l’esigenza dettata dagli indirizzi mondiali di avviare un percorso verso la fine dell'utilizzo di fonti fossili". Così Gianluca Persico, segretario generale Filctem Cgil della provincia di Livorno.

"Sul fronte occupazionale, le ripercussioni per i lavoratori diretti sembrerebbero gestibili. Da definire invece gli eventuali contraccolpi sui lavoratori indiretti anche se l'azienda, ad oggi, sostiene che non ci saranno ripercussioni e che i numeri attuali saranno mantenuti. La decisione di sospendere la produzioni di carburanti da fonti fossili e di lasciare in attività la linea di produzione dei lubrificanti e tutte le attività ancillari è stata ritenuta irrevocabile", prosegue il dirigente sindacale.

"Le decisioni che l'azienda prenderà nei prossimi mesi saranno determinanti per il futuro dello stabilimento. Senza un piano industriale di riconversioni o di investimenti in impianti di produzione di biocarburanti il futuro del sito livornese è a rischio. Se venisse confermata l’assenza di investimenti il sito livornese sarebbe infatti destinato ad un inesorabile declassamento da sito produttivo a polo logistico, con conseguenze che pagheremo care in termini occupazionali, sia diretti che indiretti", aggiunge il sindacalista.

"Riteniamo, pertanto, necessario riprendere un percorso intrapreso mesi fa insieme alle istituzioni dei territori di Livorno e Collesalvetti ed alla Regione Toscana per un intervento immediato e deciso, al fine di cambiare gli indirizzi dettati dall'azienda. Occorre attivare un tavolo presso i competenti ministeri dove attivare i percorsi necessari per modificare gli indirizzi già presi. Il mercato dei biocarburanti può rappresentare un'opportunità offerta dalla transizione energetica, ma per coglierla appieno occorre rendere appetibile questo mercato come alternativa ad altre fonti energetiche attraverso azioni opportune", conclude l'esponente Cgil.