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Genova

Ex Ilva, i padroni delle ferriere son tornati

Ilva Taranto: parte il negoziato sugli ammortizzatori
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"In relazione alle ultime dichiarazioni dell'attuale gestione di Acciaierie d'Italia spa in merito allo sciopero di Genova, vogliamo ricordare che in questi quattro anni di gestione Arcelor Mittal nessun investimento è stato fatto nell'impianto genovese. Quotidianamente, i lavoratori vivono con la mancanza anche dei più minimi strumenti per la conduzione degli impianti: manca il gasolio per i mezzi interni, le docce nel periodo invernale sono fredde, i pezzi di ricambio al magazzino scarseggiano, sempre più numerose sono le ditte che rifiutano lavori per mancanza di pagamenti arretrati, sulle prestigiose banchine genovesi su sei gru ne funziona una soltanto", dichiara la Fiom Cgil di Genova in un comunicato.

"Sempre più frequenti sono gli incidenti all'interno dello stabilimento che mettono a repentaglio la sicurezza dei lavoratori. Ricordiamo a titolo d'esempio: due torri faro cadute, tre rotoli caduti nelle ultime tre settimane, due inizi di incendio nel ciclo latta e nel ciclo zincato solo negli ultimi giorni. Inoltre, l'arroganza dell'azienda si è concretizzata con la disdetta,comunicata al ministero dello Sviluppo economico del premio di risultato equivalente al 3% della Ral, in violazione dell'accordo sindacale del 6 settembre 2018", proseguono le tute blu locali.

"Oltre alla riduzione dello stipendio, a causa della cassa integrazione, 400 euro in meno nelle tasche dei lavoratori.Ripetutamente le ferie estive sono state tramutate in cig all'insaputa dei lavoratori.In ultimo assistiamo alla messa in libertà dei lavoratori che esercitano il sacrosanto diritto di sciopero, definito impropriamente dall'azienda come sciopero a scacchiera. Con questa arroganza e protervia, l'azienda si permette di definire rigide le posizioni del sindacato. Un'azienda che si comporta da despota asiatico, di fronte alle sacrosante istanze dei lavoratori in difesa dei loro diritti", aggiunge la sigla dei metalmeccanici Cgil.

"Noi non cederemo. Chiunque capisce che questo comportamento feudale dell'azienda è possibile grazie al silenzio e all'ignavia dell'attuale Governo, che non è in grado di fermare i licenziamenti delle multinazionali. Ricordiamo a tutti che Arcelor Mittal è una multinazionale. Inoltre, se solo il 26% dei lavoratori ha aderito allo sciopero, perché l'azienda si agita così tanto?", si domanda infine il sindacato.