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Il caso

Whirlpool, continua logica da Far West

 Foto   Marco Merlini
Foto:  Marco Merlini
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Landini: "L'azienda, dopo una settimana di riflessione, avvia la procedura di licenziamento per 350 lavoratori senza ricorrere alla cig. Nessuna crisi, è una pura logica di profitto. Il governo convochi subito la cabina di regia, Confindustria faccia rispettare gli impegni. Noi faremo quanto necessario"

Whirlpool chiude lo stabilimento di Napoli e licenzia tutti i lavoratori: l'azienda prosegue nella sua logica da Far West, ma il sindacato non starà a guardare. A intervenire è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che dopo la notizia commenta: "La logica da Far West delle multinazionali continua. Whirlpool dopo una settimana di “riflessione”, anziché ricorrere alle tredici settimane di cig disponibili, ha scelto di avviare la procedura di licenziamento collettivo per i circa 350 dipendenti dello stabilimento di via Argine a Napoli”. 

Nel giro di pochi giorni, sottolinea il leader di Corso d'Italia, "è la terza multinazionale, associata a Confindustria, che invece di rispettare l’impegno sottoscritto a Palazzo Chigi e utilizzare gli ammortizzatori sociali gratuiti, scarica sui lavoratori e sul Paese la scelta di delocalizzare le produzioni fuori dall’Italia, senza che ci siano ragioni di calo della domanda o dovute alla crisi del mercato, ma solo per pure logiche finanziarie e di profitto”.

Landini si rivolge quindi all'esecutivo: “Chiediamo al governo di convocare urgentemente la cabina di regia a Palazzo Chigi e a Confindustria di assumersi le proprie responsabilità per far rispettare gli impegni assunti”.

I licenziamenti vanno respinti, conclude il segretario: "Siamo pronti a sostenere tutte le iniziative di mobilitazione già decise e a mettere in campo, insieme a Cisl e Uil, tutto quanto sarà necessario per far ritirare i licenziamenti, difendere il lavoro e non lasciare sola nessuna lavoratrice e nessun lavoratore”.

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