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La protesta

Zilmet Padova, il padrone li insulta e gli operai incrociano le braccia

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Per oltre un anno taciuti i dati di contagi e quarantene in azienda e non rispettati gli accordi sull'agibilità sindacale

Situazione fuori controllo alla Zilmet di Limena, provincia di Padova. Da oltre un anno la vita dei lavoratori è sempre più complicata.

Per questo gli operai hanno deciso di scioperare per 8 ore domani (30 aprile) e di presidiare i cancelli dello stabilimento.

"Dall’inizio della pandemia - spiega il comunicato della Fiom del territorio - l’azienda ha interrotto le relazioni sindacali e non rispetta gli accordi vigenti fra organizzazioni di rappresentanza e Federmeccanica che regolamentano le agibilità sindacali. L’azienda non consente neppure alle Rsu di riunirsi all’interno degli stabilimenti, non concede gli spazi necessari per le Assemblee. Oltre a questo espone nelle bacheche e fa recapitare ai dipendenti comunicazioni unilaterali che vanno anche in netta contrapposizione con gli accordi sottoscritti e con il regolamento in atto, il tutto condito da toni minatori nei confronti dei lavoratori".

In piena pandemia l'azienda ha deciso di non comunicare, per quasi un anno, i dati di contagio, "arrivando addirittura ad avvertire, a riunione già iniziata, le Rsu della Fiom a Limena dello svolgimento dell’incontro del comitato Covid, nonostante le richieste reiterate di aggiornamento sulla situazione generale dell’azienda in merito al numero di lavoratori in malattia o in quarantena. Tuttora i lavoratori lamentano situazioni problematiche rispetto alla pulizia e all’igiene degli stabilimenti" e denunciano una continua sottovalutazione della insopportabile condizione legata ai carichi di lavoro. Numerosi addetti hanno limitazioni fisiche che stanno anche determinando la definizione di malattie professionali riconosciute.

Ma l'elenco dei soprusi del management non finisce qui. Nello stabilimento di via Colpi, il direttore, secondo la nota sindacale, si è reso protagonista di molti episodi di violenza verbale nei confronti di lavoratrici e lavoratori, "insultati e ripresi, fino alle lacrime, con urla e accuse immotivate", davanti a tutti e nello sbigottimento generale.

“Non è possibile accettare oltre questa situazione”, dichiara Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova. “I lavoratori chiedono e meritano rispetto da parte della ditta, non solo perché è il minimo che ci si possa aspettare in un rapporto corretto fra dipendenti e datori di lavoro, ma soprattutto perché i lavoratori, le Rsu e noi della Fiom siamo sempre stati aperti e disponibili al dialogo e al confronto. Dialogo e confronto che l'azienda rifiuta fermamente e senza motivazioni plausibili nonostante l’impegno continuo di lavoratrici e lavoratori a venir incontro alle richieste di sacrificio espresse dall’azienda sia in passato che tuttora che in futuro. Ma a fronte di questa disponibilità non è più possibile accettare tale mancanza di rispetto della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Come Fiom chiediamo il rispetto degli accordi che abbiamo sottoscritto, che vengano ripristinati sia i diritti dei lavoratori che le basilari relazioni sindacali e che l’azienda la finisca di muoversi unilateralmente come se i lavoratori fossero solo pedine da muovere e usare a proprio piacimento.”