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Mantova

Corneliani, 90 giorni di ossigeno

Foto: Filctem Cgil Mantova
P. P.
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Accordata dal tribunale la proroga al concordato preventivo chiesto dalla casa di moda, il sindacato adesso chiede l'apertura di un tavolo immediato al Mise. In attesa delle verifiche di un compratore, prosegue la corsa contro il tempo di operaie e operai, al lavoro per salvare tre stagioni

Conto alla rovescia per le sorti della casa di moda mantovana Corneliani e per i suoi 500 lavoratori impiegati in provincia (2mila nel mondo compreso l'indotto), il cui destino è ancora appeso a un filo. Mentre ha superato le 3mila firme la petizione lanciata su change.org “Continuità in Corneliani!”, il tribunale ha dato il via libera alla proroga di 90 giorni al piano di concordato preventivo presentato dalla società, una finestra di tre mesi durante la quale il potenziale compratore, che si è detto interessato alla fabbrica e al marchio, potrà fare ulteriori approfondimenti.

“Abbiamo lanciato la petizione per spingere il consiglio di amministrazione a prendere il tempo utile per garantire la continuità produttiva necessaria per salvare le tre stagioni – spiega Michele Orezzi, segretario generale Filctem Cgil Mantova -. E al momento ci siamo riusciti. Bene la decisione del tribunale di accordare la proroga, adesso si convochi subito un tavolo al ministero dello Sviluppo economico”. Le operaie e gli operai sono impegnati a pieno ritmo per non disperdere un anno e mezzo di sacrifici e di lotte e per concludere un ciclo lavorativo fondamentale. E cioé: finire la collezione primavera/estate 21 e consegnarla ai negozi, completare il campionario dell’autunno/inverno di quest’anno, presentarlo e procedere a prendere le nuove ordinazioni, iniziare la progettazione della prossima collezione, primavera/estate 2022.  

“Abbiamo bisogno di 45 giorni per restare sul mercato – prosegue Orezzi -, e di almeno altrettanti per le valutazioni che Marco Boglione, patron di BasicNet, ha necessità di fare: uno dei più importanti imprenditori della moda italiana, che ha recuperato marchi e li ha rilanciati, ha già visitato lo stabilimento di Mantova, quelli in Slovacchia e Romania, ha incontrato la Rsu. Sa che qui facciamo le giacche più belle del mondo, che abbiamo alle spalle 70 anni di storia, una storia fatta da generazioni di operaie. E sa che se dovessimo chiudere sarebbe un vero sacrilegio”.