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L'offesa

Licenziato per un tozzo di pane

Foto: Pixabay
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Accade anche questo nel 2021. A Roma un lavoratore di un forno artigianale prende del pane destinato al macero e per questo motivo viene licenziato da un datore di lavoro che si definisce "fascista". La denuncia della Flai Cgil

Accade anche questo nell'anno 2021. Accade che un lavoratore di un forno artigianale prenda del pane destinato al macero e per questo motivo venga licenziato. Meglio distrutto quel tozzo di pane - deve aver pensato l'azienda - che nella pancia di chi ha fame o solo bisogno.

A Roma quel panificio si è già distinto per le sue condotte ed è stato anche già condannato, negli ultimi anni, per aver discriminato, intimidito e cacciato chi dei dipendenti osava iscriversi al sindacato e, in particolare, alla Flai Cgil. 

A denunciare il "furto" sarebbe stato l'ex amministratore dell'azienda - come scrive proprio la Flai in un post su facebook . Lo stesso dirigente che in altre occasioni non aveva esitato a insultare gli addetti extracomunitari definendosi fascista e a mostrare palese avversione per i sindacalisti con frasi tutt'altro che nobili: "Tu magnavi le cavallette e oggi stai qua", "con i comunisti non voglio avere niente a che fare, con la feccia non mi sporco".

La Flai contro di lui ha già vinto una causa, ora si prepara ad avviarne un'altra perchè il posto del sindacato è uno e uno soltanto: "Dalla parte dei lavoratori, contro questi atteggiamenti fascisti, contro le discriminazioni e lo sfruttamento".