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Le testimonianze

Alessia, Francesco e la sicurezza che non c'è. «Limitate gli ingressi»

Maurizio Minnucci
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Collettiva ha raccolto alcune voci dei diretti interessati costretti a operare in condizioni disagiate per garantire un servizio essenziale ai clienti, specie durante il periodo delle festività


"Rifornisco, servo i clienti e a fine turno pulisco anche i bagni". Quella di Alessia Chilla, lavoratrice del punto vendita Eurospin di Sovigliana, Empoli, è solo una delle tante testimonianze giunte dal mondo del commercio che reclama sicurezza in vista dello shopping natalizio: "Ora – osserva la donna –, con una pandemia in atto, nel 2020, questo non è più sostenibile: non solo è un demansionamento, ma anche una mancanza di rispetto della nostra dignità".

Al suo appello fa eco quello di Francesco Battagia, operatore delle Grande distribuzione cooperativa: "Serve buonsenso – spiega –. Ogni giorno rischiamo il contagio perché molte aziende sono sprovviste di protocolli per contrastare la diffusione del virus. Quotidianamente dobbiamo farci carico di un enorme stress dovuto al fatto che non sempre è mantenuto il distanziamento. Bisogna contingentare gli ingressi, e la gente deve capire che anche noi siamo lavoratori sottoposti ad alto rischio".

(con la collaborazione di Rosamaria Indelicato)