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Friuli Venezia Giulia

Una regione in cassa integrazione

Bologna, l'85% delle imprese metalmeccaniche ha attivato la cassa
Foto: Simona Caleo
Stefano Iucci
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Dati drammatici dall'Inps: nei primi sei mesi del 2020 sono state autorizzate 54 milioni di ore di cassa integrazione. La situazione migliora a giugno ma per Villiam Pezzetta, segretario generale della Cgil regionale, si tratta "di una crisi senza precedenti e dagli strascichi ancora lunghi"

“Una crisi senza precedenti e con strascichi ancora lunghi”. Così il segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, Villiam Pezzetta, commenta i dati drammatici sugli ammortizzatori sociali nella regione. Nei soli primi sei mesi del 2020 sono state infatti autorizzate oltre 54 milioni di ore di cassa integrazione.

E poco rassicura il fatto che, secondo i dati diffusi dall’Inps, una prima riduzione nel volume di ore autorizzate mensilmente si è registrata a giugno. Le ore di cassa restano troppe, superando gli 11 milioni, pur essendo la metà delle 21 milioni di ore fatte segnare ad aprile e maggio. 

"Oltre a un componente legata a nuove domande, vista anche l’estensione degli ammortizzatori decisa col decreto Rilancio, credo che pesi anche un effetto smaltimento dell’enorme mole di richieste pregresse – spiega ancora Pezzetta – per cui è lecito attendersi una riduzione più consistente nei prossimi mesi. Parliamo comunque di valori altissimi non solo di richieste, ma anche di effettivo utilizzo”. 

Le difficoltà sono generali e riguardano non soltanto i settori del terziario come il turismo e la filiera degli appalti pubblici, ma anche il manifatturiero, che sconta un contesto internazionale quanto mai incerto e caratterizzato anche dai diversi tempi con cui la curva dei contagi si sta muovendo a livello mondiale.

Se ci si concentra sull’industria, l’impatto dell’emergenza Covid è trasversale. La crisi colpisce un po’ dappertutto, anche se a soffrire maggiormente sono le filiere legate all’automotive e all’industria energetica, penalizzate da un lato dal crollo degli acquisiti, dall’altro da un eccesso di produzione che inevitabilmente si riflette anche sugli investimenti. “In uno scenario globale così critico – commenta Pezzetta – è indispensabile che l’Italia e l’Europa sfruttino l’occasione del Recovery Fund e del Mes per una nuova strategia di investimenti pubblici e di sostegno a quelli privati, guidata da pochi driver strategici come le grandi infrastrutture, il digitale, la riqualificazione energetica, la green economy, la messa in sicurezza e la valorizzazione del territorio”. Il dirigente Cgil, auspica insomma “misure di carattere keynesiano”.

Ovviamente resta pesante l’allarme per il possibile esaurimento degli ammortizzatori. “Per chi è rimasto fermo come i lavoratori dello spettacolo o di molti appalti pubblici – spiega Pezzetta – la copertura massima di 18 settimane della cassa integrazione con causale Covid si è già esaurita, per molti altri lavoratori è prossima alla scadenza. Ecco perché è urgente che il Governo metta mano subito a un’ulteriore estensione degli ammortizzatori”.

Una parziale buona notizia, infine: sembra infatti migliorare il quadro dei tempi di pagamento della Cig. In Fvg all’8 luglio risultavano autorizzate 207mila mensilità di Cig, 31mila di cassa in deroga e 100mila di Fis, per un totale di 338mila mensilità e una platea stimabile tra i 140mila e i 150mila lavoratori, quasi un dipendente su due. Di questi circa il 70% riceve l’anticipo della Cig dall’azienda, mentre il restante 30% attende il pagamento diretto dall’Inps.