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Dopo l'epidemia

Ripartenza: Cgil, la riduzione dell'orario "è inevitabile"

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“Lo scenario è drammatico: il Paese deve essere consapevole delle preoccupazioni sulle prospettive del mercato del lavoro”. A lanciare l’allarme è la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, rimarcando che con la crisi innescata dalla pandemia si stanno perdendo tanti posti di lavoro e “non si riuscirà a recuperare tutta l’occupazione. È una condizione senza precedenti, tutti sono colpiti nello stesso periodo”. Per l’esponente sindacale “la ripresa sarà lenta, in molti settori vi saranno meno occupati a tempo pieno”. Tra quelli più in difficoltà Scacchetti segnala l’automotive, il turismo, la cultura, la mobilità e i servizi afferibili al sistema scolastico, che “continueranno ad avere fragilità per molto tempo”.

Per la segretaria confederale Cgil il blocco dei licenziamenti “deve essere prorogato almeno per trovare formule di ammortizzatori che accompagnino la ripresa”. Ma indipendentemente da questo, servono “risposte all’altezza del bisogno: l’Italia è il Paese in Europa che parte con dati strutturali molto negativi, con una percentuale di occupati più bassa, e con l’enorme, irrisolto, problema dell’occupazione femminile”. La “lenta ripartenza”, dunque, dovrà essere accompagnata anche dalla riduzione dell’orario di lavoro, che “sarà inevitabile” e dalla formazione: “Occorre proteggere e qualificare il lavoro, dando continuità con gli ammortizzatori, in modo da tenere le persone legate al proprio posto e non impoverire la qualità del lavoro”.

È necessario, poi, un diverso ruolo dello Stato: “Proponiamo una nuova Agenzia per lo sviluppo, in modo da compiere quelle scelte di politica industriale e quegli investimenti di cui il Paese ha fortemente bisogno”. L’obiettivo è anche “l’infrastrutturazione sociale”, considerando finalmente welfare e sanità “non capitoli di spesa, ma motori di sviluppo”. Di fronte all’emergenza, conclude Tania Scacchetti, il sindacato chiede “piani di lavoro garantito e un ricambio generazionale nel pubblico. Bisogna investire in infrastrutture sociali per migliorare il Paese e costruire posti di lavoro”.