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Fase 2

Se la mascherina diventa un problema sul lavoro

Foto: Marco Merlini
Lettera firmata
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Ci scrive l'operaio di una cartiera: "Con il caldo non riesco a respirare e spesso mi sembra di svenire perché mi manca l'ossigeno. Molti colleghi sono costretti a ricorrere all'indennità di malattia"

Sono un operaio di 43 anni in forza in una cartiera da 21 anni, nonché titolare della tessera Cgil. Vorrei segnalare un grave problema che riguarda potenzialmente molti lavoratori: la mascherina e l'imminente sopraggiungere della stagione calda. Io lavoro, assieme ad altri tre-quattro, in un capannone di circa 5.000 cubi, a distanze per lo più di una decina di metri.

Ho già ricevuto tre contestazioni disciplinari perché mi rifiuto d'indossare sempre la mascherina e di lasciarla a penzoloni sul mento, e per questo sono stato collocato temporaneamente in ferie. Il reparto ha l'impianto di climatizzazione guasto da un decennio (l'azienda, seppur in utile da molti anni, vuole risparmiare) e quattro vaporizzatori per mantenere costantemente un tasso d'umidità elevato.

È tassativamente vietato, se non si vuole incorrere in sanzioni disciplinari, aprire anche solo temporaneamente porte/finestre/portoni, per non far fuoriuscire l'umidità. Questa mi sembra una palese inadempienza al Dlgs.81/08, allegato IV, sezione microclima. Con la mascherina non riesco a respirare e spesso mi sembra di svenire perché mi manca l'ossigeno.

Molti colleghi sono costretti a ricorrere all'indennità di malattia, altri (specialmente giovani e interinali) hanno forti timori reverenziali e resistono... Presto sarà estate, presto le temperature supereranno i 30 gradi. I nuovi protocolli siglati non tengono conto del problema e talvolta sono in contrasto con altri decreti e le raccomandazioni dell'Isituto superiore di sanità.

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