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Operaio positivo all'ex Ilva, si teme per i contagi

Operaio positivo all?ex Ilva, si teme per i contagi
Maurizio Minnucci
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Un lavoratore ha accusato un malore in fabbrica ed è stato ricoverato all'ospedale Moscati. L'Asl sta ricostruendo, insieme all'azienda, i luoghi e i contatti da lui frequentati. Sindacati in allarme: "Mai come in questo momento, prima la salute"

Primo operaio positivo al coronavirus all'interno dell’ex Ilva di Taranto. Si tratta di un addetto agli impianti di ossigeno che venerdì notte, mentre era in servizio in fabbrica, è stato colto da malore e ha avvertito sintomi riconducibili al Covid-19. Il lavoratore, a cui è stata diagnosticata una polmonite interstiziale, è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Moscati. 

“Si pensi alla salute alla salute dei lavoratori e delle tante famiglie che ovviamente entrano in contatto con loro quando rientrano a casa, questa è la vera emergenza. Non serve appellarsi alla scusa che bisogna rispettare i tempi dell'Aia (l’autorizzazione di impatto ambientale, ndr), l’Aia può aspettare, ora, se la fabbrica si ferma. Lo chiederemo ancora al prefetto e al ministero, si intervenga urgentemente: non è più tempo di girarci intorno”. A rilanciare l’appello è il segretario generale della Cgil di Taranto Paolo Peluso in un video sulla pagina Facebook della Camera del lavoro.

“Non è questione di affari e di profitto – sottolinea – è una questione di tutela della salute di un'intera comunità che va oltre la città di Taranto e riguarda tutta la provincia e i Comuni di altre province vicine. Lo ripetiamo: è un'emergenza che deve far concentrare tutte le istituzioni del territorio a partire dal prefetto. Noi chiediamo naturalmente che su questo convergano il sindaco, il presidente della Provincia e lo Spesal: bisogna fermare la fabbrica, non è più tempo di aspettare”.

A quanto si apprende, l’azienda ha proceduto a sanificare l’edificio, predisponendo il protocollo Covid, e ora si dovrà sottoporre al test anche chi ha avuto contatti con l’operaio negli ultimi giorni, compresi i colleghi di lavoro. L’Asl di Taranto ha avviato la procedura prevista in caso di contagio dal virus e sta ricostruendo, insieme all’azienda, i luoghi e i contatti frequentati dallo stesso lavoratore. 

Come organizzazioni sindacali – si legge in un comunicato firmato dai sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto – auguriamo una pronta guarigione al lavoratore ed esprimiamo grande preoccupazione per il rischio che il contagio da Covid-19 possa diventare, di fatto, un caso di focolaio difficilmente gestibile. In questa fase complicatissima – aggiunge la nota –, oltre a continuare ad abbassare i numeri dei lavoratori all’interno della fabbrica, serve una cabina di regia con le istituzioni preposte, azienda e organizzazioni sindacali, per garantire la massima trasparenza e coadiuvare tutte le azioni da intraprendere al fine di salvaguardare, mai come in questo momento di emergenza sanitaria, la salute dei lavoratori”. Fim, Fiom, Uilm e Usb in conclusione “ritengono necessario riaprire un tavolo di confronto con azienda e istituzioni preposte per continuare a lavorare e garantire una minor presenza di lavoratori all’interno dello stabilimento siderurgico affinché si possa contenere il rischio da contagio da coronavirus”.