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Covid-19, si fermano i lavoratori di Amazon (Torino)

Amazon, la sicurezza non è un clic
Foto: Un magazzino Amazon
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I lavoratori Amazon di Torrazza Piemonte (Torino) hanno sospeso oggi (martedì 24 marzo) l'attività lavorativa perché “la multinazionale americana li costringe a operare su lavorazioni assolutamente non indispensabili e in condizioni inaccettabili”. A dirlo sono Filt e Nidil Cgil regionale, segnalando “lavoratori obbligati in assembramenti in entrata e uscita dal proprio turno di lavoro, assenza di dispositivi di protezione individuale, modifiche strutturali all'interno dello stabilimento insufficienti a garantire quanto previsto dal Protocollo sottoscritto dal governo e dalle parti sociali il 14 marzo”.

Le due categorie sindacali chiedono di “garantire esclusivamente il trasporto e la consegna delle merci di prima necessità, non privilegiando il profitto a scapito della salute dei lavoratori. Amazon prenda atto che la situazione è ormai insostenibile, si comporti di conseguenza e assuma iniziative volte al rispetto delle norme e alla tutela della salute dei propri dipendenti attraverso l'attivazione degli ammortizzatori sociali o altrimenti si faccia carico interamente della retribuzione dei lavoratori”.