Centinaia e centinaia di persone hanno preso parte, questa mattina, 11 aprile, alla manifestazione che si è svolta a poche decine di metri dall’ingresso della base militare di Sigonella, in provincia di Catania. La società civile è scesa in piazza per dire “no alla Sicilia come base logistica”. Tante le bandiere della pace che coloravano il corteo, voluto e convocato dalle associazioni come Anpi, Arci e Libera, per citarne solo alcune, dalla Cgil, dal le reti sociali e dai partiti politici quali Pd, Alleanza Verdi e sinistra e M5S. E chi c’era torna subito, con la memoria, al 4 aprile del 1982, quando ci fu, proprio lì a Sigonella, una storica manifestazione per la pace, organizzata per dire no all’installazione dei missili Cruise. Quel corteo fu promosso da Pio La Torre, il segretario del Pci siciliano – già segretario generale della Cgil regionale – che poche settimane dopo, il 30 di quello stesso mese, venne assassinato dalla mafia. 

“Esprimiamo profonda preoccupazione per l’escalation dei conflitti armati nel mondo, nell’area del Mediterraneo e per il crescente coinvolgimento dei territori civili nelle strategie militari – avevano scritto gli organizzatori nell’appello alla partecipazione –. Ribadiamo con forza il valore della pace, sancito dalla Costituzione italiana, e il principio che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

“La Sicilia sia un ponte tra culture e popoli”

I promotori hanno rivendicato “da siciliani e siciliane, il ruolo dell’isola come ponte tra culture e popoli, come piattaforma di pace e dialogo. Per questo siamo allarmati e preoccupati per le attività della base di Sigonella utilizzata per operazioni militari che rischiano di trascinare il nostro Paese e, in particolare, la Sicilia, in scenari di guerra che non appartengono alla volontà dei suoi cittadini. La nostra terra non può e non deve essere trasformata in una piattaforma strategica per conflitti armati che la espongono a rischi che mettono in pericolo la sicurezza e il futuro delle comunità locali”.

“Chiediamo trasparenza totale nell’uso della base di Sigonella”

Molto precise sono le richieste del movimento, emerse anche negli interventi che si sono succeduti al termine della manifestazione, tra cui quello di Giorgia Frusteri, associazione “Nun si parti”, e di Adriana Laudani di Memoria e Futuro. 

I promotori chiedono “trasparenza totale sull’utilizzo della base di Sigonella e sulle operazioni che vi si svolgono; il rispetto della sovranità democratica e del ruolo del Parlamento nelle decisioni di politica estera e militare; un impegno concreto del governo italiano e delle istituzioni europee per la de-escalation dei conflitti e la promozione di soluzioni diplomatiche; la tutela del territorio siciliano e delle sue comunità da ogni forma di coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni di guerra. La Sicilia sia terra di dialogo, cooperazione e accoglienza, non avamposto di guerra. Per la pace, per la democrazia, per il futuro”.

Mannino, Cgil Sicilia: “C’è un popolo siciliano che ripudia la guerra e dice no all’uso a fini bellici delle basi in Sicilia”

“Questa mobilitazione – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – dice con forza che c’è un popolo siciliano che ripudia la guerra e che le basi militari in Sicilia non possono e non devono essere utilizzate per operazioni di sostegno a questa guerra assurda di cui stanno già pagando il prezzo lavoratrici e lavoratori, i ceti e i soggetti più deboli, le popolazioni civili con un massacro continuo e inaccettabile”.

Mannino critica il governo regionale per avere distolto oltre 700 milioni dei Fondi strutturali, sottraendoli a sanità, infrastrutture, formazione, scuola e servizi per metterli a disposizione di infrastrutture per uso militare: “C’è un’onda pacifista che cresce, anche il governo regionale faccia sentire la sua voce”.

(In copertina la video dichiarazione di Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia)

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