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Allarme della Cgil Sicilia per i rincari conseguenti al conflitto in Medio Oriente e per la crisi che possono determinare. Tant’è che il sindacato ha scritto al presidente della Regione, Renato Schifani, per sollecitare un confronto sulle misure da mettere in campo per alleviare il peso del caro-carburante per i lavoratori e per le loro famiglie. La Cgil chiede anche di estendere il ricorso allo smart working nel pubblico impiego.
Sabato 11 aprile manifestazione a Sigonella per la pace e per dire no all’uso della base
“Sabato prossimo (11 aprile) – afferma Mannino – saremo a Sigonella per la pace, per dire no all’utilizzo della base e di altre infrastrutture ai fini militari e per manifestare tutto il nostro allarme anche per le conseguenze economiche nel nostro Paese e in Sicilia del conflitto in Medio Oriente e del suo protrarsi. Ci auguriamo che le ragioni della protesta trovino la più ampia condivisione anche in sede istituzionale. Non ci stiamo a vedere la Sicilia trasformata in piattaforma logistica per una guerra folle e ingiusta come tutte le guerre – afferma il segretario –, una guerra della quale pagano le conseguenze pure civili e innocenti e che potrebbe avere conseguenze sotto il profilo della sicurezza anche per la Sicilia e i cui contraccolpi economici si vedono già”.
Mannino, Cgil Sicilia: “Rischiamo la recessione, i rincari si vedono già”
“Il nostro Paese – sottolinea Mannino – rischia una crisi profonda, la recessione. E a pagarne le conseguenze saranno i soggetti e i territori più deboli, come la Sicilia. I rincari si vedono già, la crisi energetica è alle porte, per i cittadini, si prospettano disagi e difficoltà economiche”. Mannino sottolinea che “sono dunque tante e si intrecciano le ragioni per fare sentire forte la nostra voce, partecipando in massa alla manifestazione di sabato, confermando la tradizione pacifista della nostra regione nel mese dell’anniversario della grande manifestazione del 1982 a Comiso contro i missili Cruise promossa da Pio La Torre, ucciso poi dalla mafia il 30 aprile dello stesso anno. È chiaro – sottolinea Mannino – che quella di sabato non sarà una manifestazione celebrativa, ma un’iniziativa concreta per dire che c’è una Sicilia che dice No alla guerra e si ribella alla prospettiva di pagarne i prezzi, una Sicilia che deve alzare la testa e rendere visibile il proprio dissenso”.
























