Sono 3.830 le persone sfollate a Pozzuoli, oltre 1.500 famiglie, a seguito dell'ultima scossa di terremoto dello scorso 31 luglio ai Campi Flegrei che ha reso inagibili 1.101 abitazioni. II Consiglio regionale della Campania ha stanziato sette milioni di euro per i Comuni dell’area, ma i problemi degli abitanti, costretti ad abbandonare le proprie case, non troveranno rapida soluzione, come spiega il segretario confederale Cgil Napoli e Campania Raffaele Paudice.
Paudice evidenzia tutti i rischi della situazione attuale, a partire dallo spopolamento di Pozzuoli, dove al momento non si è solamente ridotta la presenza dei cittadini, ma vi sono servizi, banche ed esercizi chiusi.
Gran parte degli sfollati hanno trovato autonomamente una collocazione, ma sono situazioni di fortuna, mentre si è già avviata la speculazione con il rincaro degli affitti nelle zone limitrofe non sottoposte a rischi.
Per quanto riguarda il lavoro, il dirigente sindacale riferisce che si comincia a sentir parlare di licenziamenti, il settore turistico sta subendo un forte contraccolpo così come il sistema della mobilità, con gravi ripercussioni per coloro che devono spostarsi per motivi lavorativi. Tra pochi giorni gli studenti riprenderanno ad andare a scuola, ma sono diversi gli edifici chiusi per inagibilità. Per Paudice il timore è che Pozzuoli, insieme ai Campi Flegrei, faccia la fine dell’Irpinia.
























