Il terremoto che il 31 luglio ha sconvolto le comunità di Pozzuoli e dell’area dei Campi Flegrei, e ha provocato feriti e ingenti danni a edifici e abitazioni, dimostra che il bradisismo qui non è un’emergenza e che questo territorio è vulnerabile e fragile. Lo afferma in una nota la segreteria Cgil Napoli e Campania, che dichiara la sua vicinanza ai lavoratori, alla cittadinanza, agli anziani e ai non autosufficienti, ai giovani e a tutta la comunità.

Vicinanza non retorica

“Una vicinanza non retorica, ma tesa a impegnarsi nel denunciare che le azioni finora messe in campo si sono rivelate inefficaci – prosegue la nota -, così come le risorse sono state insufficienti e destinate, come nel decreto alluvioni dello scorso anno, unicamente a edifici già danneggiati. Per non parlare di misure velleitarie come il contributo per l’autonoma sistemazione fuori dal territorio”.

Occorrono investimenti

Per la Cgil, una volta superata l’emergenza immediata, non è più rinviabile un investimento massiccio per la messa in sicurezza di tutti gli edifici del territorio, così da prevenire i danni derivanti dalle continue sollecitazioni cui sono sottoposti e continueranno a essere sottoposti.

“È necessario – sostiene il sindacato – prevedere risorse per sostenere le attività produttive del territorio, da quelle turistiche al commercio, dalla pesca e miticoltura agli importanti siti industriali, dal comprensorio Olivetti alla cantieristica e alle attività portuali, proteggendolo dal rischio di un’ulteriore desertificazione industriale”.

Sospendere imposte e tributi

Cgil Napoli e Campania chiedono inoltre una sospensione del pagamento di imposte e tributi per cittadini e aziende, così come avvenuto per altri Comuni in Italia colpiti da fenomeni sismici, per dare un sollievo economico alla popolazione.

“Insieme alle categorie della Cgil siamo impegnati per chiedere al governo nazionale, alla Regione, alla città metropolitana e ai Comuni – conclude la nota - di mettere immediatamente in campo una politica che non si limiti a tamponare la sola emergenza, ma che guardi a un fenomeno tutt'altro che nuovo che sta stremando il territorio e necessita di approcci di medio e lungo periodo, come dimostrato anche dall'ultimo evento dello scorso 31 luglio”.